Bimbo ucciso a Cassino, interrogato il padre: «Ero presente mentre lo strangolava, ma non ho partecipato»

Bimbo ucciso a Cassino, il padre: «C'ero mentre lo strangolava ma non ho partecipato»
Prima ammette, poi nega tutto. Continua a dirsi innocente Nicola Feroleto, 48 anni, accusato di concorso in omicidio insieme a Donatella Di Bona, 28 anni, per la morte di Gabriel, il loro figlio di due anni e mezzo. L’uomo, in presenza del proprio legale, l’avvocato Luigi D’Anna, è stato ascoltato dal Gip del tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, per l’interrogatorio di garanzia. Il confronto è durato circa un’ora. Nicola Feroleto in un primo momento avrebbe ammesso di essere stato presente mentre la donna strangolava il bambino, ma poi ha ritrattato tutto sostenendo di essere estraneo ai fatti.

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Dopo l'interrogatorio il Gip non ha convalidato il fermo per Ferolato per mancanza del requisito del pericolo di fuga, ma ha contestualmente emesso un ordinanza di custodia cautelare in carcere. In un primo momento Ferolato disse di non essere presente al momento del delitto. Dopo l'arresto però disse di avere assistito al delitto ma di non avere partecipato, versione che ha ribadito oggi respingendo ogni addebito.

Domani mattina ci sarà la camera ardente del piccolo Gabriel all'ospedale di Cassino.
Si terranno mercoledì alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta di Piedimonte San Germano. Il sindaco Gioacchino Ferdinandi ha dichiarato il lutto cittadino. Sarà presente una squadra dei vigili del fuoco che il piccolo amava tanto.
 
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Lunedì 22 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 19:11
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