Autocertificazione nelle zone rosse, quando è obbligatoria e quando no

Martedì 10 Novembre 2020 di Gianluca De Rossi
Autocertificazione nelle zone rosse, quando è obbligatoria e quando no

Autocertificazione, più croce che delizia delle persone abitanti nelle Regioni zona rossa, che sono, al momento, Piemonte, Lombardia, Valle d'Aosta, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano. Ma quale modello di autocertificazione bisogna usare fino al 3 dicembre 2020? L'ultima, la penultima, la prima? Il ministero dell'Interno viene in aiuto a chi ha la necessità di spostarsi per ragioni motivate di necessità, lavorative o di salute nelle Regioni dove sono in vigore le zone rosse, sostenendo che può essere usato anche il precedente modello di autocertificazione, barrando le voci non attuali. Gli spostamenti sono consentiti anche per raggiungere il luogo di lavoro e la scuola. Ed è consentita l'attività motoria individuale, le passeggiate, ma solo nei pressi della propria abitazione, con obbligo di indossare la mascherina e a distanza di almeno un metro da chiunque altro. Consentita anche l'attività sportiva all'aperto in forma individuale. L'autocertificazione, quindi, è sempre necessaria e non solo dalle 23 alle 5, come accadeva prima del Dpcm 3 novembre 2020.

 

Quando l'autocertificazione è obbligatoria

 

Quando è obbligatoria l'autocertificazione e quando, invece, non lo è? E cosa cambia da zona gialla, zona arancione e zona rossa? Il Viminale fa chiarezza: «Occorre sempre far uso dell'autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento, sia che si tratti di spostamenti che avvengano in fasce orarie soggette a limitazioni (area gialla), sia che essi avvengano in territori soggetti a restrizioni alla mobilità per l'intera giornata (area arancione e area rossa). Lo ricorda il Viminale nelle circolare ai prefetti, spiegando che il «modulo pubblicato in occasione del precedente Dpcm» del 24 ottobre 2020 «potrà continuare ad essere utilizzato».

 

Scarica qui l'autocertificazione, dal sito del Ministero dell'Interno

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Bolzano, domani si chiude

 


Da domani la Provincia autonoma di Bolzano diventerà zona rossa, insieme a Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta che già lo sono.

Ma cosa si può fare nelle Regioni zona rossa? In queste Regioni vengono applicate le misure più restrittive previste dal Dpcm. L'uscita di casa va motivata, sono chiusi bar, ristoranti, negozi, la Dad è prevista dalla seconda media in poi. È vietato spostarsi da un Comune all'altro, nonché uscire o entrare nella Regione. E torna l'autocertificazione anche per gli spostamenti all'interno di una città.

Cosa si può fare nelle Regioni zona arancione. I ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata. I negozi restano aperti. La Dad è prevista solo alle superiori. La circolazione all'interno di un Comune è permessa ma non lo è abbandonare il proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione. È vietato entrare o uscire dalla Regione.

Ma cosa si può fare nelle Regioni zona gialla. In queste Regioni vigono le misure restrittive più «morbide» previste dal Dpcm. I ristoranti e i bar sono aperti fino alle 18, i negozi restano aperti fino a orario di chiusura. I centri commerciali sono chiusi nei weekend. È possibile spostarsi all'interno della Regione e da una Regione gialla all'altra.

 

Sport, quando non serve l'autocertificazione

 

«L'utilizzo del modulo di autocertificazione si correla anche allo svolgimento dell'attività motoria e dell'attività sportiva, fatti salvi i casi in cui lo svolgimento di dette attività in conformità al precetto sia verificabile 'ictu oculi' (a colpo d'occhio, ndr)», scrive il Viminale in una circolare rivolta ai prefetti della Repubblica, ai commissari del Governo per le province di Trento e Bolzano e al presidente della giunta regionale della Valle d'Aosta, esaminando le misure previste dal nuovo Dpcm per l'area rossa.

 

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L'Italia si tinge sempre più di rosso e di arancione. Con altri 25.271 contagi (su 148mila tamponi) e 356 morti rispetto al giorno prima e soprattutto con ospedali vicini al collasso e l'"epidemia in rapido peggioramento", il ministro della Salute Roberto Speranza ieri sera ha dovuto imporre un nuovo giro di vite.


 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 08:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA