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Stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035. Ok, Europarlamento, passa l'emendamento "salva motor valley"

L'emendamento sostenuto dal Ppe, che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%, non è stato approvato.

Stop alle auto benzina e diesel dal 2035: la decisione dell'Europarlamento
Stop alle auto benzina e diesel dal 2035: la decisione dell'Europarlamento
4 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 08:54 - Ultimo aggiornamento: 18:57

Stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035. La plenaria dell'Europarlamento ha avallato oggi la proposta della Commissione europea di terminare le vendite di auto nuove a benzina e diesel nel 2035. L'emendamento sostenuto dal Ppe, che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%, non è stato approvato. L'ok dell'emiciclo alla posizione negoziale degli eurodeputati sugli standard di emissioni di CO2 è arrivato con 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti. Il giro di vite era stato messo nero su bianco per la prima volta dalla Commissione nel luglio di un anno fa, come parte delle ambizioni del Green deal, il piano che punta a fare dell'Europa il primo continente a raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

 

Passa l'emendamento "salva motor valley"

È passato l'emendamento bipartisan firmato da eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti per prolungare la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia. La plenaria dell'Europarlamento che ha dato l'ok alla fine della vendita di auto a benzina, diesel e gpl dal 2035 ha confermato che la deroga per i piccoli produttori di auto (da 1000 a 10mila l'anno) e furgoni (da 1000 a 22mila) cesserà nel 2030. L'emendamento era stato presentato con il chiaro obiettivo di salvaguardare la produzione di supercar nella motor valley dell'Emilia-Romagna

Perché in Italia sono a rischio 70mila posti di lavoro

«Mezzo milione di persone rischiano di perdere il lavoro. Non vogliamo essere responsabili di un disastro sociale», ha detto in Aula l'eurodeputato tedesco Jens Gieseke, primo firmatario di una modifica che, se passasse, ridurrebbe al 90% il target dello stop alle emissioni al 2035, lasciando una finestra del 10% alla vendita dei veicoli con motori tradizionali. «Un pasticcio - l'ha liquidata nel dibattito il vicepresidente esecutivo della Commissione e capo del Green deal, Frans Timmermans - L'industria automobilistica vuole chiarezza e prevedibilità, non bisogna rendere le cose più difficili». «Siamo contro l'approccio ideologico: sulle tecnologie devono essere ingegneri, mercato e consumatori a decidere», ha sottolineato il capogruppo Ppe Manfred Weber. Parole che riecheggiano l'appello di varie sigle dell'automotive, convinte che l'Europa debba adottare il principio della neutralità tecnologica, senza mettere al bando i motori termici, ma aprendo, accanto alla mobilità elettrica, anche ai carburanti alternativi come il biometano e gli e-fuel.

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Prezzi benzina in aumento in Gran Bretagna

Impennata dei prezzi della benzina alla pompa nel Regno Unito, colpito come altri Paesi in misura crescente dai contraccolpi della guerra in Ucraina e delle sanzioni sulla Russia spuntati ad appesantire fattori vari d'incertezza proiettatisi sull'economia post Covid britannica e globale fin da prima del 23 febbraio. Gli ultimi dati, diffusi oggi dal Royal Automobile Club (Rac), indicano un incremento generalizzato di almeno 2 pence al litro, il più alto degli ultimi 17 anni, fino a una media di quasi 1,81 sterline (pari a circa 2,1 euro). Mentre il diesel raggiunge un costo al dettaglio medio di oltre 1,86 sterline al litro. Per fare il pieno a una vettura familiare standard a benzina occorrono ora poco meno di 100 sterline; mentre per una a gasolio si arriva a 102,6, calcola il Rac.

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