Alta Capacità, il governo conferma: «La Napoli-Bari? Entro il 2026»

Un treno
La conferma alle indiscrezioni trapelate qualche giorno fa arriva direttamente dal governo: l'Alta Capacità Napoli-Bari diverrà realtà entro il 2026, mentre per il momento può dirsi finanziata l'estensione dell'Alta Capacità Bari-Lecce-Taranto.
Ad affermarlo è stato il ministro per il Sud Barbara Lezzi, che ieri ha risposto durante il tradizionale question time del mercoledì ad un'interrogazione presentata dal deputato di Forza Italia Mauro D'Attis, assieme ai parlamentari Elvira Savino, Francesco Paolo Sisto, Annaelsa Tartaglione e Vincenza Labriola. Oggetto dell'interrogazione era appunto lo stato dell'arte sui collegamenti con e per la Puglia, a cominciare proprio dall'Alta Velocità Napoli-Bari, dall'estensione dell'alta capacità alle linee Bari-Brindisi-Lecce e Bari-Taranto, ossia la possibilità di realizzare una linea ferroviaria dotata di particolari meccanismi di controllo del traffico tali da permettere una superiore frequenza di passaggi rispetto a una convenzionale linea.
Il ministro, dal canto suo, ha innanzitutto ammesso le criticità riscontrate sui territori circa la tempistica di attuazione degli interventi infrastrutturali. «Così - ha spiegato Lezzi - ho ritenuto fondamentale che l'Agenzia per la coesione territoriale dovesse svolgere un ruolo di supporto delle singole autorità di gestione e di accompagnamento delle amministrazioni che vorranno un sostegno». Le infrastrutture citate nell'interrogazione rientrano nelle risorse messe a disposizione dal Fondo Sviluppo e Coesione nella programmazione 2014-2020. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata alla Napoli-Bari. «Rete Ferroviaria Italiana - ha detto Lezzi - ha assicurato il massimo impegno per il raddoppio di questa linea ferroviaria e tutte le opere saranno appaltate entro il 2020 per essere completate entro il 2026. L'intervento ha una previsione di spesa complessiva di 6,2 miliardi ed è attualmente confermato da Rfi».
Molto atteso era anche il passaggio sulla velocizzazione della direttrice adriatica e, quindi, della tratta terminale Foggia-Bari-Lecce-Taranto. «Si tratta di lavori - ha precisato il ministro - interamente finanziato per un importo complessivo di 350 milioni di euro. Allo stato attuale l'intervento è in corso di realizzazione e sarà completato entro il 2021. «Come autorità responsabile per la coesione - ha detto poi Lezzi in riferimento alla riunione del lavoro tecnico del 12 marzo scorso per le infrastrutture ferroviarie ricomprese nei Cis ferroviari avviati sin dal 2011 - ho più volte sottolineato l'esigenza di contenere al massimo i tempi di consegna delle opere, ribadendo a tutti i componenti del tavolo che dai prossimi incontri si avvieranno le sanzioni nel momento in cui ci saranno ritardi non giustificati».
Bocciatura dal deputato D'Attis alle risposte formulate ieri dal ministro Lezzi: «Il governo continua a non rispondere sull'Alta velocità al Sud e in particolare sulla tratta Napoli-Bari, probabilmente perché al suo interno è presente una forte componente ostile alla realizzazione di quest'opera al nord, figuriamoci quanto possa esserlo al Mezzogiorno», ha detto D'Attis. «Per l'Alta velocità al Sud ci sono risorse europee già stanziate e quindi nella disponibilità del governo, ma il Meridione deve avere risorse aggiuntive, perché è stato dimenticato da questo esecutivo, come dimostra la legge di Bilancio 2019». «Inoltre - ha aggiunto - per quanto riguarda la tratta Napoli-Bari, riferendosi all'alta capacità, il governo parla di infrastrutture già superate, confermando che invece l'alta velocità non è in programma, a nord come a Sud. Eppure parliamo di un'opera strategica non solo per il Mezzogiorno, ma tutto il Paese e per i traffici commerciali tra l'Europa e l'area mediterranea».
Il gruppo M5S al Senato difende invece il ministro: «La linea ferroviaria ad Alta Capacità che dovrà collegare Napoli a Bari rappresenta un'opera cruciale per lo sviluppo e la competitività di tutto il Meridione. C'è chi si strappa i capelli per avere un Tav faraonico e obsoleto tra Torino e Lione che se tutto va bene sarà pronto tra vent'anni, e chi invece spinge perché sì arrivi nel giro di pochi anni a una tratta ferroviaria che creerebbe un effetto domino positivo su tutti i collegamenti del Sud Italia. Le rassicurazioni in Question Time alla Camera della ministra Lezzi sulla volontà di Rfi di procedere spedita per arrivare al taglio del nastro per il 2026, rappresentano un segnale importantissimo in tal senso. Sono queste le infrastrutture con le quali si può davvero rilanciare la nostra economia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 28 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 07:14