Vigili del fuoco morti, proprietario cascina confessa: «Volevo i soldi dell'assicurazione». Fermata anche la moglie

Sabato 9 Novembre 2019
Cascina esplosa ad Alessandria, i carabinieri ascoltano una persona

C'è una tentata frode all'assicurazione dietro la tragedia di Quargnento per la quale i carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa in cui sono morti tre vigili del fuoco. Lo rende noto il procuratore di Alessandria Enrico Cieri. L'uomo fermato ha confessato, negando però l'intenzione di volere uccidere. Il fascicolo aperto dal procuratore Cieri ipotizza i reati di disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie. Indagata anche la moglie, Antonella Patrucco, per gli stessi reati.

LA RICOSTRUZIONE
«Il timer era stato settato all'1.30 ma accidentalmente c'era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimè, ha allertato i vigili del fuoco». Il procuratore ricostruisce così l'esplosione della cascina. L'esplosione doveva essere una sola ma l'errore nella programmazione del timer, collegato alle bombole del gas, ha provocato la tragedia. «Il foglietto di utilizzo del timer era sul comò in camera da letto - rivela il magistrato - È stato questo elemento a indurlo alla confessione».

TRAGEDIA SI POTEVA EVITARE
Giovanni Vincenti, però, poteva evitare la tragedia. Lo spiega sempre. «Quella notte Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato - dice il magistrato -. Vincenti non ha detto che all'interno della casa c'erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all'1, ci sarebbe stata mezz'ora di tempo per evitare la tragedia».

TROPPI DEBITI
Vincenti era stato più volte sentito dai carabinieri, riconvocato venerdì sera, alle 21 ecco la svolta: viene in fretta convocata dai militi per assistere il suo cliente, l'avvocata del Vincenti, Laura Mazzolini. Giovanni Vincenti e la moglie erano «fortemente indebitati», spiega il procuratore di Alessandria, illustrando i particolari dell'operazione che ha portato al fermo di Vincenti e a indagare la moglie a piede libero per la morte di tre vigili del fuoco nella esplosione della cascina di Quargnento. «Lo scorso agosto - rivela il magistrato - l'assicurazione dell'edificio era stata estesa al fatto doloso. Il premio massimale era di un milione e mezzo di euro».

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LA SVOLTA
La svolta nelle indagini a poche ore dai funerali solenni di Antonino, Marco e Matteo nella cattedrale dei Santi Pietro e Marco di Alessandria, alla presenza tra gli altri del premier Giuseppe Conte, del presidente della Camera Roberto Fico e del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. «Dovete beccarli, dovete fare di tutto per beccarli», è stato l'appello che i parenti delle tre vittime hanno rivolto nell'occasione al presidente del Consiglio. «Bisogna capire perché e chi ha fatto questo», era stato l'invito pressante del comandante provinciale dei vigili del fuoco, Roberto Marchioni, nell'esprimere la «rabbia» dei pompieri di fronte a questa tragedia.

IL RUOLO DEL FIGLIO 
Ma non è tutto. «No comment»: il comandante provinciale dei carabinieri di Alessandria, colonnello Michele Angelo Lorusso, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano se nell'esplosione sia coinvolto anche Stefano Vincenti, figlio di Giovanni, l'uomo fermato la scorsa notte. «Le indagini proseguono», ha ribadito il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri.

 

Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA