Omicron, in Abruzzo venti casi sospetti. E i contagi crescono ancora

Omicron, in Abruzzo venti casi sospetti. E i contagi crescono ancora
Omicron, in Abruzzo venti casi sospetti. E i contagi crescono ancora
di Alessia Centi Pizzutilli
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Martedì 21 Dicembre 2021, 08:32

Scendono sotto quota 200 i nuovi casi Covid registrati ieri im Abruzzo, ma non si tratta di reale calo della curva epidemiologica: i nuovi positivi sono infatti 179. Si tratta di dato molto alto, considerando che la domenica vengono processati meno tamponi. Inoltre, i casi attivi tornano sopra quota settemila per la prima volta dopo sette mesi e continua a crescere anche il numero delle vittime, tre solo ieri: una 78enne di Tagliacozzo, una 83enne di San Benedetto dei Marsi e una 59enne di Giulianova.


Intanto la variante Omicron preoccupa anche in Abruzzo, dove al momento è emerso un solo caso, isolato nei laboratori di Genetica molecolare-Test Covid dell'università di Chieti, diretti dal professor Liborio Stuppia. «Nei prossimi giorni avremo i risultati degli ultimi sequenziamenti, i sospetti Omicron sono arrivati a una ventina - spiega Stuppia - In questo momento però non vedo una diffusione vertiginosa». Nessun caso, ad oggi, è emerso dalle analisi effettuate dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) di Teramo, diretto da Nicola D'Alterio.

L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti sale ancora e arriva a 195 (soglia limite 50). Mentre il governo pensa a una ulteriore stretta, gli esperti chiedono di alzare la guardia ed evitare categoricamente assembramenti per tutto il periodo delle festività. Il direttore di Malattie infettive dell'ospedale dell'Aquila, Alessandro Grimaldi lancia un appello proprio in vista del Natale: «Siamo abbastanza tranquilli, non abbiamo grandi problemi nelle strutture sanitarie, non c'è un sovraccarico: c'è un afflusso regolare in reparto, i pazienti entrano, vengono curati ed escono, con un tasso di mortalità pari quasi allo zero. Proprio per questo è importante prestare la massima attenzione. Bisogna evitare i famigerati aperitivi di Natale, alzare la guardia ed evitare quindi assembramenti che possono diventare un volano per il contagio. L'obiettivo è non costringere le autorità superiori a chiudere ancora, un nuovo lockdown sarebbe una sconfitta per tutti».

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