Di Maio: «Sull'Ilva il delitto perfetto, gara illegittima ma non si può annullare»

«La gara è illegittima, ma non si può annullare. Per questo è un delitto perfetto» messo in atto con «eccesso di potere». Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso della conferenza stampa per illustrare il parere dell'Avvocatura dello Stato sulla vendita dell'Ilva. 

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«Se un'azienda ci chiedesse di partecipare alla gara, ci sarebbero le ragioni di opportunità, noi potremmo revocare la gara», ha quindi sostenuto il ministro dello Sviluppo.

«Saremo al tavolo con le parti sociali. Un accordo che porta lavoro a Taranto rappresenta l'interesse pubblico attuale e concreto da tutelare che eviterebbe revoca gara», ha detto ancora Di Maio.

«Caro luigidimaio il "delitto (im)perfetto" è il tuo verso la nostra intelligenza. Se la gara è viziata annullala. "Potremmo se ci fosse qualcuno interessato" e le altre fesserie del genere che ci stai propinando da mesi, dimostrano solo confusione e dilettantismo». Così l'ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda risponde su Twitter alle accuse formulate dal suo successore sulla procedura di vendita di Ilva.

«Allucinante. Ci aspettavamo di conoscere finalmente il parere dell'Avvocatura dello Stato rimasto, a detta della stampa, diversi giorni nel cassetto del ministro. Ci siamo sorbiti invece il commento, confuso e sibillino oltre che concettualmente e politicamente pericoloso, di un incompetente ministro ad un parere che sarebbe stato secretato, cosa mai accaduta in passato e inconcepibile per un atto dell'Amministrazione pubblica». Così la senatrice Teresa Bellanova (Pd) che annuncia di voler chiedere «l'audizione urgente del ministro perché riferisca in Parlamento». «Delle due l'una: o quella gara può essere annullata, alla luce del parere, o quella gara non va annullato. L'eccesso di potere che ravvisa il ministro - dice ancora Bellanova - è soltanto nella sua testa. E il delitto perfetto lo ha compiuto lui oggi: a danno della logica e della cosa pubblica. Un cialtrone che infanga in modo vergognoso chi lo ha preceduto e infanga la mia personale onorabilità. Sono stata seduta al tavolo di trattativa ore e ore senza deflettere un momento da ruolo e responsabilità confortata proprio da un parere dell'Avvocatura dello Stato oltre che da norme approvate dal Parlamento. E oggi ci si dice che, sia pure illegittima, non è possibile annullare la gara? Ma che non si dicano fandonie. La verità è semplicemente il bisogno disperante, qui come altrove, di alibi. In questo modo si potranno anche vincere le elezioni ma non si governa un Paese». «Richiederò - prosegue - se l'Avvocatura ha chiesto la secretazione del parere per ragioni inerenti possibili, futuri contenziosi, è di tutta evidenza che il segreto è già stato violato dal Ministro, che il contenuto di quel parere ha ampiamente divulgato. Ora prevale l'interesse del Parlamento e di tutti i cittadini, di conoscere l'originale: per capire e per giudicare».

 

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