M5s, è pressing su Emiliano per un assessorato di peso

L’ottica per ora è genericamente quella di un “maggiore coinvolgimento” nel governo regionale, che tenga conto del risultato elettorale del Movimento 5...

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L’ottica per ora è genericamente quella di un “maggiore coinvolgimento” nel governo regionale, che tenga conto del risultato elettorale del Movimento 5 Stelle in Puglia. Ma anche di «alcuni cambiamenti di rotta» che il movimento è pronto a chiedere facendo valere il suo ritrovato peso elettorale.
Una richiesta che potrebbe obbligare Michele Emiliano a rimettere mano alla squadra di governo in tempi brevi, anche visto che a 24 ore dalle elezioni si sono già tenuti i rimi incontri. Già questa mattina i consiglieri chiameranno infatti il presidente per fissare un primo incontro. Ma la linea è chiara.

L'incontro del gruppo consiliare


Dopo le parole del vicepresidente del partito, il senatore pugliese Mario Turco ieri si è tenuto un incontro tra il gruppo consiliare (Marco Galante, Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari), il coordinatore regionale Leonardo Donno e lo stesso Turco.
«Il M5s pugliese, dopo il buon risultato alle ultime elezioni, evidenzia la necessità di un “maggiore protagonismo del Movimento nell’azione” della Giunta guidata dal governatore Emiliano in cui siede anche un assessore pentastellato - si legge in una nota congiunta - Il risultato del Movimento 5 Stelle ci inorgoglisce e ci indica che occorre proseguire con ancor maggior impegno sulla strada intrapresa. Siamo al fianco del presidente Conte, pronti a lavorare per raggiungere sempre più risultati per i pugliesi. Nei prossimi giorni incontreremo il presidente Emiliano per definire insieme un nuovo percorso con obiettivi precisi. Punto imprescindibile per noi sarà un maggiore protagonismo del Movimento 5 Stelle nell’azione di Governo regionale».
I pentastellati punterebbero a deleghe “di peso” non certo a contentini. E visto che Foggia e la Bat sono già in qualche modo “coperte” dalle deleghe di Rosa Barone e Grazia Di Bari, è in altre province che bisognerebbe guardare. 
Ma ovviamente, le richieste dei 5s non sono le sole e, benché siano titolate ad avere la precedenza, incontrano sulla loro strada tutta una miriade di altri piccoli e grandi accordi sul grande scacchiere regionale di Michele Emiliano. 
L’ultimo colpo di scena, alla vigilia del voto, era stata la nomina di Paolo Pellegrino, consigliere regionale e non rieletto nel 2020, nominato consulente del governatore agli interventi sulla sanità del Pnrr. 
La strategia delle micronomine e delle deleghe consiliari strategiche - ha infatti aperto la porta a una molteplicità di soluzioni talvolta anche piuttosto creative per premiare questo o quel passaggio nell’eterogenea e autorigenerante maggioranza regionale.
L’ultima ipotesi in ordine di tempo sarebbe quella del capogruppo di “Puglia domani” Paolo Pagliaro che qualcuno darebbe più propenso a cedere alle lusinghe della maggioranza Emiliano dopo la mancata candidatura nelle liste della Lega alle ultime politiche. 

Le sconfitte elettorali e le postazioni mancanti


Quello che è certo è che la mancata elezione degli assessori candidati, in primis Raffaele Piemontese nella Capitanata, non ha liberato le caselle sperate per aprire a un vero rimpasto e andare oggi a ritoccare il difficile equilibrio raggiunto in giunta richiederebbe un’abilità da orologiaio. 
Persino la delega ad Ambiente e Urbanistica di Anna Grazia Maraschio, per mesi ritenuta in bilico dopo le frizioni sul Piano casa, ha infatti una sua precisa funzione di sigillo dell’alleanza a sinistra a cui oggi più che mai la Regione non può rinunciare. 

Stesso discorso vale per la mancata elezione di Loredana Capone che avrebbe liberato una postazione di grande rilievo istituzionale come la Presidenza del Consiglio (facendo rientrare anche Sergio Blasi). Non il ruolo di governo ipotizzato dal M5s ma di certo una casella da cui magari far scorrere altre pedine rimodulando senza troppi traumi l’assetto della maggioranza. 

 

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