Facoltà di Medicina in 7mila ai test per soli 1.200 posti


I candidati sono poco meno di 7mila, i posti disponibili 1.200. Solamente uno studente su sette, quindi, riuscirà ad iscriversi alle facoltà di Medicina e Odontoiatria e Professioni sanitarie. Per i giovani aspiranti medici e infermieri sono ore frenetiche di studio, mancano pochi giorni all'inizio dei contestati test di ammissione: si comincia il prossimo 4 settembre con le super blindate prove nazionali di Medicina. Una sorta di lotteria più che un esame, visto che la valutazione dei ragazzi continuerà ad essere effettuata sulla base di un test a risposta multipla che verterà sullo scibile umano.
I giovani diplomati si ritroveranno a fare i conti con domande che, spesso, nulla hanno a che fare con la professione medica o infermieristica. In Puglia quest'anno c'è stato un boom di richieste per partecipare ai test d'ingresso, solitamente il numero di candidati è sempre elevato ma il 4 settembre, a Bari, si supererà ogni record. La crescita più significativa riguarda, infatti, i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria e Protesi Dentaria, Medicina Veterinaria, Scienze e Tecniche Psicologiche, tutte lauree dell'area scientifica e sanitaria che prevedono una prova selettiva nazionale.
Nel dettaglio, a Medicina e Odontoiatria le domande di accesso presentate sono 2.951, i posti solamente 327: significa che un giovane studente su nove potrà iscriversi alla facoltà e provare ad iniziare la sua carriera di medico. Ai 2.951 di Medicina vanno aggiunti i 3.995 che hanno deciso di sfidare la sorte a Professioni sanitarie, qui i posti disponibili sono 994.
Complessivamente, quindi, per l'area sanitaria ci sono 6.946 candidati e 1.321 posti, il rapporto è quasi di uno a sette. Come detto, si inizia il 4 settembre con Medicina, i plichi con i test saranno videosorvegliati sino al loro arrivo a Bari e poi conservati per 24 ore in una cassaforte, l'accesso dei ragazzi alle aule schermate, invece, avverrà esclusivamente attraversando i metal detector per evitare che possano essere introdotti auricolari, telefoni, tablet e qualsiasi altro strumento che potrebbero essere utili per ricevere le risposte, come accaduto in passato. I candidati saranno distribuiti nelle varie sedi universitarie di Bari, dal Campus all'Ateneo fino ad Economia. Il giorno dopo, il 5, toccherà a Veterinaria, il 6 a Scienze e tecnologie alimentari, il 7 si proseguirà con l'area scientifica e sanitaria. ll'esercito di Professioni sanitarie toccherà il 12 settembre. Le associazioni studentesche, come ogni anno, contestano il numero chiuso, ma soprattutto sono contrari al metodo dei test a risposta multipla, considerato poco attendibile per la valutazione di un 19enne che aspira ad indossare il camice bianco. Le domande, infatti, sono di cultura generale: c'è qualche quesito legato all'area sanitaria, ma c'è anche logica, matematica, scienza, storia, attualità. Un po' di tutto, insomma. Un quiz non specifico, che non valuta l'attitudine di un ragazzo alla professione che sogna di intraprendere, criticano i rappresentati degli studenti. Negli ultimi anni il test si svolge più o meno sempre nello stesso modo: 60 quesiti a risposta multipla a cui i candidati devono rispondere in 100 minuti. A cambiare è stato semmai il peso relativo delle singole discipline: dal 2015 infatti i quesiti di logica (i più temuti dagli studenti) sono passati da 23 a 20; le domande di cultura generale (quelle più contestate dai ragazzi) sono scese da 4 a 2; mentre le domande di biologia sono passate da 15 a 18 e quelle di chimica da 10 a 12. Immutato il numero di quelle di fisica e matematica: otto.
C'è chi sostiene che il Miur abbia in mente un ulteriore revisione, ma non ci sono conferme. Quanto ai posti disponibili, calcolati in base al fabbisogno espresso dai servizi sanitari regionali, l'anno scorso erano 9.100 per 66.907 candidati in tutta Italia. Circa due settimane dopo il test, gli studenti avranno accesso ai loro punteggi, pubblicati in forma anonima ma riconoscibili grazie ad un codice che riceveranno. La concorrenza è spietata: lo scorso anno uno studente su 7 è riuscito a immatricolarsi al corso di Medicina, quest'anno la soglia si abbassa ad uno su nove.

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