Voglia di ferie? Mollate...

Lui gode. Non si tormenta. Non si tormenta perché il volo è in ritardo, perché c'è la coda al bar, perché le spiagge sono affollate. E menomale che sono affollate, vuol dire che si sta ancora bene.
Presi da questo attivismo compulsivo si diventa ciechi davanti alla propria essenza. Volete essere innovativi? Lasciate il telefono in pace. Abbandonatelo insieme alle preoccupazioni, alle amanti, alle urgenze che si fingono importanti per sentirsi qualcuno. Parlate con il vostro vicino. Oppure meditate.
Gli aeroporti sono dei geniali luoghi di incontro, si possono scambiare un sacco di informazioni interessanti. Invece la maggior parte degli italiani parla al telefono con qualcuno lontano per dire quando parte, quando atterra e per non sentirsi solo.
La vera trasgressione è uscire senza cellulare. Non siamo mai soli se siamo parte della vita, se ci sentiamo responsabili della vita. Travolti dall'urgenza di fare non si fa nulla, nulla di creativo, nulla di bello, di poetico, di affascinante.
Ma lasciativi in pace! Difendetevi da voi stessi, da quella parte di voi che non vi dà tregua. Fermarsi diventa così l'unico modo per agire. Liberatevi dai vostri scrupoli, dai sensi di colpa, dalle offese ricevute, dalle insidie e dalle ipocrisie. Liberatevi di tutte quelle cose e persone tossiche che incontrate sulla vostra strada. Lasciatele lì sul ciglio della strada invece di lasciarci i cani. I cani portateli con voi, loro sì che sanno come ci si diverte e come ci si scrolla di dosso la solitudine.
Lasciatevi in pace, è necessario in un mondo stravolto dalla sofferenza e dalla miseria umana. Non fate schiuma, nuotate a filo d'acqua, delicati. E quando potete, respirate. Vi accorgerete di essere vivi e di essere felici solo perché ve lo concedete.
 

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