Pali vecchi e pericolanti, il sindaco diffida la compagnia

Pali vecchi e pericolanti, il sindaco diffida la compagnia
Pericolo di pali cadenti a Taviano: il sindaco Giuseppe Tanisi non ci sta e diffida la Tim. La presenza di pali rotti e pericolanti nel centro abitato ha spinto il primo...

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Pericolo di pali cadenti a Taviano: il sindaco Giuseppe Tanisi non ci sta e diffida la Tim. La presenza di pali rotti e pericolanti nel centro abitato ha spinto il primo cittadino, stanco di numerosi solleciti rimasti inascoltati, ad invitare Tim Spa a provvedere «con immediatezza alla rimozione degli stessi entro cinque giorni, decorsi i quali, da parte del Comune si procederà a denuncia querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce nei confronti della stessa società».

Le strade interessate dal problema


Nello specifico Tanisi richiede un «intervento tempestivo e urgente» soprattutto per i pali insistenti su via Edison angolo via Scategni, su via Frncia angolo via Svizzera, su via G. Almirante, via Q. Ennio e via Tobagi, e fa menzione dei numerosi solleciti pervenuti alla società, ben otto solo nell'anno in corso, da parte dell'Ufficio Tecnico e dell'Avvocatura del Comune.

La lettera-diffida


In seguito ad «accertamenti eseguiti dall'Ufficio Tecnico Comunale e dalla Polizia Municipale sulle strade indicate», infatti, si legge nella lettera- diffida, è stata «più volte specificata la presenza di grave ed imminente pericolo per l'utenza che circola su tali sedi viarie, rappresentando come sia del tutto ingiustificato l'inerte comportamento della società in questione più volte diffidata ad intervenire a ripristinare la sicurezza dello stato dei luoghi denunciati». E in riferimento ad eventuali azioni giudiziarie di risarcimento danni da parte di privati che dovessero pervenire all'Ente, il sindaco precisa l'intenzione dell'Amministrazione a tutelare i propri diritti nelle competenti sedi legali, e lo fa citando l' articolo 328 del codice penale, secondo cui «il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione dai sei mesi ai due anni».

Non è certo l'unico comune, Taviano, a subire quella che il sindaco chiama «la spada di Damocle del pericolo che deriva dall'obsolescenza di tali strutture», tuttavia, insiste Tanisi, «per quanto comprensibile, resta ingiustificata e inaccettabile una simile condizione di rischio. È nostro interesse e nostro dovere morale pertanto tutelare l'incolumità dei cittadini e la sicurezza dei luoghi, batterci con coraggio nel difendere i diritti e nel preservare gli elementari requisiti di civiltà nel nostro territorio; creare quelle condizioni di serenità cittadina che non può e non deve essere turbata da un potenziale danno né dalla paura dello stesso. Anche in questo caso, nel far valere uno stato di legalità che è sempre ineludibile garanzia di serenità pubblica, siamo impegnati con determinazione e con fermezza, usando il massimo rigore».
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Quotidiano Di Puglia