Nuovi affreschi e spunta un'altra cripta nella chiesa di Ruffano

Il restauro partito nel 2021

Nuovi affreschi e spunta un'altra cripta nella chiesa di Ruffano
Nuovi affreschi e spunta un'altra cripta nel cuore della settecentesca chiesa della Madonna del Carmine di Ruffano, situata in piazza IV Novembre. È la scoperta che...

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Nuovi affreschi e spunta un'altra cripta nel cuore della settecentesca chiesa della Madonna del Carmine di Ruffano, situata in piazza IV Novembre. È la scoperta che è stata fatta nel corso di alcuni lavori di restauro del luogo sacro, commissionati dall'Arciconfraternita, a pochi passi dall'antica Cripta di San Marco realizzata tra l'XI ed il XII secolo che accoglie tombe scavate nella roccia e databili intorno all'anno Mille, insieme ad affreschi di particolare pregio.

Il restauro


L'intervento di restauro della chiesa, portato avanti con la supervisione della Sovrintendenza e cominciato nel novembre 2021 con un lavoro sugli altari e all'esterno dell'edificio, ha regalato una serie di nuove sorprese. In prima battuta, sotto la pittura bianca dell'altare maggiore in stile barocco del 1713 sono venute fuori delle pregevoli sculture colorate. Inoltre durante l'intervento di rimozione dell'intonaco, all'altezza di una porta sono state trovate delle antiche pitture situate in un'ampia nicchia ad arco che nel tempo ha accolto due opere di periodi diversi: in un primo affresco si scorge un paesaggio, con delle torri e un colonnato, e in un altro la Madonna del Carmine.

Le indagini col radar

Ma i ricercatori non si sono fermati. Nel corso dell'intervento, supportati da alcune indagini con il georadar condotte anni fa che segnalavano un anfratto vuoto al centro della chiesa, operai e tecnici sono riusciti tramite una botola ad accedere in un ambiente inesplorato, cioè una seconda cripta corrispondente con la base su cui poggia l'attuale pavimento della chiesa e adoperata nel tempo con finalità di natura funebre. All'interno della nuova cavità è stata notata la presenza di numerose ossa, pezzi di legno, vestiti e tracce di altre sepolture con tombe scavate nella roccia. E non è tutto. Perché durante gli scavi, sotto lo sguardo del priore dell'Arciconfraternita della Madonna del Carmine, Angelo Franco Vignes, e dell'architetto Massimo Ratta, direttore dei lavori, sono emerse alcune maioliche ottocentesche adoperate per l'antico pavimento della Chiesa. Scoperte multiple, dunque, e quasi certamente altre ne seguiranno all'interno del tesoro artistico e culturale custodito da questa chiesa ruffanese. «Questi ritrovamenti sono sorprendenti e ci teniamo a sottolineare che l'intero lavoro di restauro nella chiesa della Madonna del Carmine è sostenuto esclusivamente dell'Arciconfraternita, e gravano in buona parte anche sulle tasche dei suoi volontari e del sottoscritto», spiega il priore Angelo Franco Vignes. «Non sono arrivati fondi da nessun'altro ente, né pubblico né privato, né dalla Cei o dallo Stato. Finora abbiamo speso 100mila euro e altrettanti ne serviranno, per questo l'auspicio è che le istituzioni prendano atto del valore storico e culturale di questo restauro, e ci sostengano nel portare a termine un'opera di cui beneficerà tutta la comunità».
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Quotidiano Di Puglia