Lupiae, dubbi sul piano a tempo «Più certezze dal Comune»

La commissione Bilancio tornerà a riunirsi domani mattina. All'ordine del giorno ci saranno nuovamente le tre delibere che venerdì approderanno in consiglio comunale: variazione di bilancio, presa d'atto situazione economico finanziaria del Comune e ricapitalizzazione della Lupiae.
La proposta, decisamente non prevista, arriva dal consigliere del Partito Democratico Lorenzo Ria: «Forse è meglio tornare a discutere su queste tre delibere, potrebbero arrivare dalla commissione delle proposte migliorative», ha dichiarato il consigliere. Il presidente Pierpaolo Patti ha accolto la richiesta e rinviato a domani la discussione. Presente, ieri mattina anche il sindaco Carlo Salvemini, il dirigente Salvatore Laudisa e il funzionario Fernando Maggiore che hanno stilato la relazione sui conti comunali che approderà appunto in consiglio venerdì.
Al primo cittadino il compito di esporre il percorso che Palazzo Carafa intende percorrere sia per salvaguardare le casse comunali sia per salvare la Lupiae servizi. E se il piano di risanamento del Comune sembra non aver incontrato alcun dubbio - almeno ieri mattina - da parte dell'opposizione di Palazzo Carafa, il caso Lupiae ha tenuto banco nella discussione. Salvemini, dopo aver esposto il criterio con il quale l'amministrazione ha individuato i soldi per pareggiare la perdita di oltre 1 milione e 300mila euro, ha anche spiegato ai consiglieri che il piano di risanamento proposto dall'advisor della partecipata «non è idoneo - ha chiarito il sindaco - a revenire l'aggravamento della crisi, correggerne gli effetti ed eliminarne le cause». E sempre dallo stesso piano «non risulta «comprovata la sussistenza di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività svolte». Dunque ci vuole un nuovo piano che il governo cittadino vuole affidare ad un advisor di primo livello. Ad esporre qualche dubbio il consigliere di Lecce città del Mondo Bernardo Monticelli Cuggiò e il consigliere del Gruppo Misto Gaetano Messuti. Per Monticelli il nuovo piano deve contenere, affinché non rischi di essere «nuovamente inadeguato gli indirizzi del socio unico. Chiedo al sindaco cosa chiedere al alla Lupiae? Qual è l'idea del socio per far camminare con le proprie gambe la Lupiae? Qual è l'indicazione del Comune per gestire la crisi?». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Messuti: «Il piano di un nuovo advisor - ha detto il consigliere - rischia comunque di essere aleatorio» perché basato - come quello attuale - sui servizi che la Lupiae dovrà fornire. Al momento solo il verde pubblico sembra essere servizio congruo e non gli altri, atteso che anche il servizio al Tribunale scadrà il prossimo 31 dicembre. Se non si chiariscono questi aspetti sarà difficile immaginare un nuovo piano e «considerando che il decreto Madia dice che si autorizza il ripianamento della partecipata contestualmente al piano di risanamento, si espone il consiglio comunale alla responsabilità erariale».
«Per la legge Madia - ha spiegato invece il consigliere di Lecce città Pubblica Gabriele Molendini - ci deve essere un piano di risanamento che garantisce che si stanno mettendo dei soldi in una società che oggi ha una criticità ma che a fronte di un piano è in grado di camminare» in futuro. Ci vuole un «advisor revisore», ha ribadito il sindaco che possa stilare un piano che risponda alle esigenze di una società in difficoltà economica da anni.
La commissione tornerà a riunirsi domani mattina per proseguire la discussione.

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