Iside e la fertilità lungo la Via Appia La mostra a Palazzo Vernazza

Tra citazioni egizie e latine, riferimenti alle antiche terme romane e arabe, fino all’accumulo fantasioso del collezionismo d’oltralpe, "Iside e la Wunderkammer della fertilità” mette in scena nelle sale di Palazzo Vernazza a Lecce un mix di linguaggi e personalità artistiche in un percorso curato da Dores Sacquegna per la Primo Piano LivinGallery (inaugurazione oggi pomeriggio). Non è un caso che si faccia riferimento a Iside, perché durante gli scavi e il restauro del palazzo leccese fu riportato alla luce un antico luogo di culto dedicato alla dea egizia, sorella e sposa di Osiride, dea della fertilità, donna dai “diecimila nomi”, venerata in molte province dell’impero. Un mito, che si diffonde lungo la via Appia e giunge fino alla Campania e alla Puglia.
Il percorso della mostra è annunciato come un itinerario iniziatico con un input mistico e misterico che si dipana dall’“Atlante della Fertilità” costellato da opere legate alle sfaccettature della personalità sincretica della dea. Un rituale collettivo, enfatizzato dal coro di A.M.Family diretto da Elisabetta Guido, che per l’inaugurazione presenta un brano tratto dal suo ultimo lavoro, “The good storyteller”, in uscita per Dodicilune Records. Non è l’unica contaminazione tra generi perché, secondo la linea pluridisciplinare e plurisensoriale della Primo Piano LivinGallery, sono in programma anche gli interventi musicali di SalentAutori e di Cecilia Ramone, protagonisti della serata con le loro azioni live, mentre Massimiliano Manieri & Michaela Stifani, accompagnati dalla musica di Giorgio Distante, accoglieranno gli spettatori con la performance “Human box”.
Folto il gruppo degli artisti, tra presenze italiane e straniere, trasversali per generi e generazioni. Caterina Arcuri propone un’installazione dedicata alla perfezione geometrica dell’uovo, simbolo di nascita e di fertilità e a una percezione dell’incorporeo, sublime e infinito, Giulio De Mitri presenta le sue installazioni illuminate da un blu spirituale, Adriano Radeglia una surreale “matri creatura”, Fosca opere astratte di natura quasi organica, D&S una serie di immagini che evocano le offerte pagane e Tarshito la sua cultura contaminata dalle filosofie orientali.
E ancora le opere di Giovanni Alfonsetti, Laetitia Ambroselli, Richard Ashrowan, Lara Bobbio, Loredana Campa, Pina Della Rossa Angioletta De Nitto, Cor Fafiani, Chiara Fersini; Silvia Maria Guarnieri, Irma Hinghofer-Szalkay, Milena Jovicevic, Nikos Kornilios, Giovanni Lamorgese & Davide Curci, Margherita Levo Rosenberg, Katarina Norling, Eva Orszagh, Lucia Rotundo, Lorella Salvagni, Andria Santarelli, Rosemarie Sansonetti, Vito Sardano, Delia Sforza, Antonella Zito.
Il percorso si sviluppa, nelle intenzioni della curatrice, dentro processo immersivo, verso il “tepidarium” che rievoca uno dei tanti volti di Iside, dea protettrice delle acque e dei naviganti, in un mito che trova radici profonde nel Mediterraneo e con una struttura espositiva piena di riferimenti storici, percorsi iniziatici una tendenza all’eclettismo. Lo stesso delle Wunderkammer in cui i collezionisti del XVI e XVII secolo conservavano i loro tesori sovrapponendo ai capolavori d’arte, oggetti rari e piccole curiosità, grandi camere delle meraviglie, antenate del museo e dei gabinetti scientifici, caratterizzate dal quell’accumulo che la mostra vuole enfatizzare lungo un percorso labirintico, tra opere visuali, stazioni performative e installazioni.
“Iside e la Wunderkammer della fertilità” è visitabile tutti i giorni dal 2 al 9 marzo, orari: 17.30-20.30, e rientra nel grande contenitore di “Itinerario rosa”, il percorso del Comune di Lecce che in occasione dell’8 marzo il Comune di Lecce dedica alle donne e alla loro creatività.

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