La strage degli immigrati: 12 morti a Foggia nel furgone del caporale

Tornavano dalle campagne dopo la raccolta dei pomodori. Erano saliti a bordo di quel furgone - troppo piccolo per accoglierli tutti - con l'unico desiderio di tornare negli alloggi del Ghetto di Rignano (dove risiedono oltre 500 extracomunitari) e riposarsi dopo un'intera giornata - l'ennesima - di dura fatica sotto la canicola. Un tran-tran quotidiano di persone disperate, disposte a lavorare per pochi spiccioli, costrette a viaggiare su auto ridotte a ferro da rottamare, sotto il ricatto continuo dei caporali, in barba a qualsiasi norma sbandierata su dignità e diritti da tutelare. Tornavano dalle campagne dove avevano raccolto pomodori, ma hanno incontrato la morte. Un destino beffardo ha spezzato le ali di quei poveri giovani sfruttati dalla terra, che hanno trovato la morte schiacciati dalle lamiere in un caldo lunedì di agosto.
Sono dodici le vittime - braccianti agricoli, tutti di origine africana - del nuovo incidente stradale avvenuto sulla strada statale 16, nella località Ripalta, territorio di Lesina, in provincia di Foggia, poco prima delle quattro del pomeriggio. Una strage senza precedenti, almeno per quanto riguarda la Puglia, tra l'altro annunciata, considerato che in tanti avevano segnalato la pericolosità di quei veicoli vetusti utilizzati per trasportare i braccianti stranieri. Lo scontro si è verificato, per cause in corso di accertamento, tra un furgone con targa bulgara e un camion carico di farinacei. Nel violento impatto, come hanno riferito i carabinieri del comando provinciale, sono rimaste ferite altre tre persone, tra i quali anche l'autista del Tir, di Orta Nova, che non è in pericolo di vita. Stando ad una prima ricostruzione dell'accaduto il furgone con a bordo i migranti procedeva in direzione San Severo quando l'autista, probabilmente a causa di un colpo di sonno o di un malore, ha improvvisante invaso la corsia opposta di marcia e si è scontrato frontalmente con l'autoarticolato che viaggiava in direzione opposta. A causa del violento impatto il furgone si è ribaltato più volte su se stesso. Sull'asfalto sono ben visibili i segni di una lunga frenata. Difficilissime le operazioni per estrarre i cadaveri dal groviglio di lamiere. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, con l'utilizzo di una gru, hanno provveduto a sollevare il mezzo con a bordo le vittime. I migranti non avevano documenti di riconoscimento, per cui risulta difficile la loro identificazione.
Una tragedia accaduta a pochi giorni di distanza dall'altro grave incidente stradale, quello di sabato scorso, sulla strada provinciale 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri, nel quale sono morti quattro giovani braccianti agricoli, tutti migranti, ed altri quattro extracomunitari sono rimasti gravemente feriti. Per quest'ultimo incidente si indaga per caporalato. Sono in corso le indagini, per capire se dietro a queste morti ci sia il caporalato e i metodi di trasporto dei lavoratori. Certo è che le analogie con l'incidente di sabato portano a far presumere che anche il contesto dell'incidente di ieri sia simile. Un contesto di degrado delle condizioni di lavoro, di sfruttamento, di marginalità sociale, che costringe i braccianti agricoli stranieri a viaggiare ammassati come sardine, il più delle volte in piedi, senza nessun tipo di sicurezza, trasportati a bordo di mezzi vetusti, spesso, come in questo caso, rubati.
«Chiederò controlli a tappeto per combattere, in tutta Italia, sfruttamento e caporalato» ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, annunciando per oggi la sua presenza in Puglia. «Altri 12 braccianti stranieri morti in un incidente stradale - aggiunge il ministro - non si può andare avanti così. Una preghiera per le vittime e le loro famiglie». Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, parlando in Senato ha assicurato: «Agiremo tempestivamente. Il governo risponderà alle informative urgenti richieste sull'incidente di Foggia. Serve un maggiore controllo ed è per questo - ha annunciato - che mi attiverò, sin da subito, per avviare tutte le procedure necessarie per un aumento del numero degli ispettori cui spetta il delicato compito di vigilare». E l'Aula di Palazzo Madama ha osservato un minuto di silenzio.
Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano la tragedia è «un dolore senza fine, che sta colpendo la Puglia e l'Italia. Ho più volte sollecitato i governi succedutisi negli ultimi anni, che hanno la competenza esclusiva per l'ordine e la sicurezza pubblica, a dare attuazione ai protocolli stipulati con la Regione Puglia in sinergia col sindacato, i sindaci, la questura, la prefettura. Si può, si deve fare qualcosa e subito - ha aggiunto il governatore -. Le risorse per garantire un trasporto più sicuro dei lavoratori dell'agricoltura ci sono, le ha stanziate proprio la Regione Puglia». E oggi, a Foggia, arriverà il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che torna nella sua città di origine per portare «la vicinanza di tutto il Governo ai feriti e ai familiari delle vittime».

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