Caporalato, il corteo invade foggia: berretti rossi come i braccianti morti

«Noi non siamo migranti, non siamo extracomunitari - ha detto Aboubakar Soumahoro rivolgendosi ai due vicepresidenti del consiglio e ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al premier Giuseppe Conte - siamo persone come voi ». Inoltre ha ricordato «lo strapotere dei caporali e della Grande Distribuzione Organizzata. Agli organi giudiziari diciamo: fate indagini, andate a interrogare i padroni, quanto ci pagano. Un euro all'ora». E agli altri sindacati e agli stessi rappresentanti istituzionali si è rivolto in questi termini: «basta convegni in sale ghiacciate, tornate nei campi. Noi siamo lì a organizzare i lavoratori. Questa giornata non è una passerella - ha precisato Soumahoro - è una giornata di sciopero. Per la prima volta, non raccogliendo i pomodori, sfidiamo lo strapotere della Grande Distribuzione organizzata, i caporali, i padroni e chi ha vissuto nelle stanze ghiacciate dei convegni. Chi fa sindacato costruisce lotte sociali, non sta nelle sale dei convegni. Si impegna a organizzare uomini e donne che per la prima volta si sono sottratti a loro sfruttamento».

«Il fatto di Foggia non significa che mancano i flussi. Anzi, significa che dobbiamo lavorare contro il lavoro nero». Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi. «Noi dobbiamo regolamentare il fenomeno migratorio su base strutturale, di concerto con tutti i Paesi europei. Il Trattato di Dublino era insufficiente, la gestione era legata al solo paese di approdo. Invece oggi tutti i Paesi occidentali europei devono affrontare il tema con regolamentazione e gestione dei flussi europei», aggiunge. «Affronteremo il problema dei flussi in un'ottica complessiva, vogliamo coinvolgere anche gli altri Paesi europei perché non è solo un problema italiano».

Leggi l'articolo completo su Quotidianodipuglia.it
Outbrain