Morto Carlo Bernardini, decano dei fisici italiani. Era nato a Lecce

ROMA - Una passione per la fisica pari a quella per la comunicazione della scienza: Carlo Bernardini, il decano dei fisici italiani, è morto all’età di 88 anni lasciando una grande eredità: dai contributi pionieristici alla costruzione del primo sincrotrone e alla capacità di trasmettere il suo grande entusiasmo agli studenti, fino alle battaglie che lo hanno visto in prima fila per la difesa della ricerca scientifica in Italia. Nato a Lecce il 22 aprile 1930, era arrivato a Roma subito dopo gli studi classici per iscriversi alla facoltà di Fisica della Sapienza. Qui si era laureato nel 1952 e subito dopo aveva cominciato a lavorare accanto ai grandi protagonisti della fisica italiana come Edoardo Amaldi, Enrico Persico e Giorgio Salvini. Nei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), sotto la guida di Bruno Touschek, aveva contribuito a realizzare il primo Anello di Accumulazione (AdA) e il primo sincrotrone, Adone. Ha avuto la sua prima cattedra a Napoli, nell’università Federico II, dove ha insegnato Fisica generale dal 1969 al 1971; poi il trasferimento a Roma, alla Sapienza, dove ha insegnato Modelli e metodi matematici della fisica. «È stato un docente straordinario, ha appassionato intere generazioni di studenti alla Fisica delle Alte Energie», dice di lui uno dei suoi allievi, Fernando Ferroni, presidente dell’Infn e docente alla Sapienza. «Ricordo ancora i suoi corsi che ebbi la fortuna di frequentare da studente, e che - aggiunge - mi resero chiara sia la bellezza che avrei potuto incontrare sul mio cammino, sia le difficoltà che avrei sicuramente incontrato e che avrebbero richiesto un impegno senza compromessi».
Anche Pierluigi Campana, direttore dei Laboratori di Frascati dell’Infn, ricorda Carlo Bernardini come «una grande personalità, un grande fisico, un grande intellettuale». Autore di saggi e di lezioni pubbliche, Carlo Bernardini ha sempre sostenuto l’importante della comunicazione della scienza, spesso accanto al linguista Tullio De Mauro. Significativo anche il suo impegno politico e sociale. Nel 1976 era stato eletto in Senato come indipendente del Partito Comunista Italiano, è stato inoltre tra i fondatori dell’Unione Scienziati per il Disarmo (Uspid), dagli anni ‘80 al 2013 ha diretto Sapere, la più antica rivista di divulgazione scientifica tra quelle attualmente pubblicate in Italia.

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