Risparmi prosciugati: a processo l'ex dipendente postale, la madre e il compagno

È stata citata direttamente a giudizio davanti al Tribunale di Brindisi con l’accusa di truffa aggravata, in concorso con la madre e con il fidanzato, la ex dipendente di Poste Italiane in servizio ad Oria. La donna è accusata di essersi appropriata dei risparmi di alcuni ignari clienti, dopo averne rubato i dati. Il decreto di citazione è firmato dal pubblico ministero Francesco Carluccio e l’udienza davanti al giudice Gianluca Fiorella è stata fissata per il prossimo 18 febbraio.
I fatti risalgono al 2015. Protagonista è la 45enne ormai ex dipendente delle Poste, T.D.G. le sue iniziali. Secondo l’accusa la donna, approfittando della sua posizione all’interno dell’ente, avrebbe preso di mira alcuni conti o depositi e li avrebbe “sfoltiti”, versando le somme sul conto del fidanzato e della madre o intascandoli direttamente tramite assegni o vaglia.
L’episodio più rilevante, per l’accusa, risale al mese di novembre del 2015, quando la dipendente avrebbe compilato una richiesta di rimborso anticipato di buoni fruttiferi postali intestati ad un’anziana, per un importo di circa 20mila euro. Dopo di che, avrebbe versato la somma sul conto corrente del fidanzato, falsificando la firma della legittima proprietaria e riuscendo anche a trarre in inganno un altro dipendente dell’ufficio che non si era reso conto che qualcosa non andava nel titolo di incasso.

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