Green pass in scadenza per milioni di italia: il governo lavora alla soluzione. Ipotesi proroga o niente limiti durata per chi ha booster

Green pass, a fine marzo la scadenza del certificato verde

Tra nuove norme sulla scuola e sui viaggi in entrata in Italia, si inserisce anche il nodo green pass. A fine marzo infatti inizieranno a scadere i Green pass di centinaia di migliaia di ottantenni e persone fragili (i primi ad essersi sottoposti alla dose booster). A seguire il problema riguarderà medici, infermieri, settantenni, sessantenni e cinquantenni. Coloro insomma che hanno ricevuto la terza dose tra settembre e dicembre.

Milioni di persone che si ritroveranno senza certificato verde (senza una quarta dose che non è ancora stata prevista). Il Green pass avrà una durata di sei mesi e fino al 15 giugno quello rafforzato sarà obbligatorio per gli over 50 che devono lavorare.

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Governo pronto a intervenire: «Valutiamo soluzioni»

Il problema, sollevato oggi da un articolo de Il Messaggero, è ben chiaro al Governo e fonti del Ministero della Salute hanno fatto sapere all'agenzia Ansa: stiamo lavorando per una soluzione. Varie le ipotesi sul tavolo: accogliere la proposta del Lazio, che chiede di non dare scadenza ai Green pass di coloro che hanno ricevuto la dose booster; accogliere la linea dell'Unione europea (durata di nove mesi); tornare alla durata iniziale di un anno.

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La proroga

Per quanto riguarda il tema della proroga dell'ordinanza, che scade il 31 gennaio, e che impone i test antigenici a chiunque arrivi da Paesi dell'Unione europea anche se vaccinato con tre dosi, fonti del Ministero della Salute fanno sapere all'Ansa: non c'è conferma che non sarà prorogata. Una formula che però non chiarisce, a pochi giorni dalla scadenza, quale sarà la decisione presa. Questa incertezza preoccupa molto sia gli albergatori italiani (altre mete turistiche europee non chiedono il test e dunque sono favorite) sia chi si deve spostarsi per ragioni di lavoro e studio tra Paesi della Ue.

Secondo El Pais la Ue prepara un modello di gestione della pandemia per i viaggi differente, eliminando l'approccio delle «area geografica di provenienza dei viaggiatori», superando cioè il sistema delle mappe di contagio che resteranno «solo a livello informativo». Lo prevede il testo della raccomandazione concordato dagli ambasciatori Ue  in vista del consiglio affari generali di martedì. Le restrizioni non saranno più legate all'aerea di arrivo ma alla situazione del viaggiatore: vaccinazione, guarigione o test (sempre 72 ore per i molecolari, 24 e non più 48 per gli antigenici). Confermata la validità dei Green Pass a 9 mesi.

In realtà, l'Italia non ha mai applicato il sistema delle aree geogrefiche per i viaggiatori della Ue, tanto è vero che l'obbligo del test anche ai vaccinati è imposto a tutti, senza distinzione tra Nazione e andamento della pandemia in quella particolare area dell'Unione europea. 


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