Caso Sanitaservice firmato l’accordo. Ma l’Usb protesta

Caso Sanitaservice firmato l’accordo. Ma l’Usb protesta
Non c’è pace tra i due fronti sindacali coinvolti nella vertenza Sanitaservice. Così ieri, mentre da un lato Cgil, Cisl, Uil e Fials Ugl davano notizia dell’accordo sottoscritto, dall’altro Usb parlava apertamente di scorrettezze nei loro confronti. Ma andiamo per ordine.
Il patto sottoscritto tra Cgil Cisl Uil Fials Ugl e Sanitaservice Asl Taranto prevede l'elevazione dei contratti di lavoro part-time gradualmente verso il tempo pieno, «nel rispetto della norma, con fasi intermedie ravvicinate che porteranno per intanto tutti i lavoratori interessati al parametro delle 34 ore settimanali. Un risultato importantissimo che darà stabilità e dignità al salario dei lavoratori dell'ultima procedura di assorbimento degli appalti dei servizi della Asl Taranto». 
 
Secondo i sindacati «Il valore aggiunto di questo accordo consegna ancora una volta ai lavoratori il ruolo forte dei sindacati firmatari del contratto nazionale della sanità privata che, con lungimiranza, competenza, autonomia e serietà hanno creduto da anni in questo obiettivo. Il recente accordo per l'elevazione del part-time si aggiunge a quello grazie al quale, sempre con l'impegno dei sindacati confederali, i lavoratori dalla prossima busta paga si vedranno riconoscere indennità contrattuali finora rimaste nei cassetti dell'amministrazione. La contrattazione va avanti dopo questi grossi risultati portati a casa per i lavoratori, con un'altra serie di priorità a partire dalla sicurezza sul lavoro per finire alla struttura organizzativa della più grande società in house della provincia. Grande è la soddisfazione dei lavoratori che riconoscono a Cgil Cisl Uil Fials e Ugl il merito di aver tenuto la barra dritta della contrattazione anche nei momenti in cui si voleva portare Sanitaservice nella direzione del fallimento». Così si chiude la nota a firma di Mino Bellanova, Giorgio Ciaccia, Emiliano Messina, Franco Soleti e Piero Blasi.

Usb invece parla di «un nuovo atto di scorrettezza si è appena perpetrato nei confronti del nostro sindacato e dei lavoratori. Nel più completo silenzio, come a voler nascondersi, i confederali hanno stretto un accordo con l’Asl di Taranto e Sanitaservice, escludendo l’Usb (che ricordiamo essere maggiormente rappresentativa all’interno dell’azienda). Un atto che condanniamo e riteniamo sia ignobile da parte di tutti». Queste le parole di Gianni Palazzo, Usb lavoro privato.
«La questione riguarda l’incontro avvenuto tra le sigle sindacali, senza aver chiamato l’Usb, nemmeno su un tavolo separato. Incontro nel quale si sarebbe deciso di accettare, a partire dal 1 gennaio 2017, la proposta di 32 ore che passerebbero a 34 entro il 1 aprile 2017. Si tratta di una proposta che abbiamo già rigettato, perché riteniamo che ci siano tutti i presupposti affinchè da domani i lavoratori di Sanitaservice passino subito a 34 ore, per poi entrare in full time dal 1 gennaio 2017, così come sta accadendo a Lecce, sotto nostra proposta, dove mancano solo 50 unità – continua Palazzo -. Questo perchè ci sono già le condizioni per sostituire l’equivalente di 37 unità, in ore. E dal primo giorno dell’anno nuovo, visto che mancano ben 150 unità, si potrebbero portare i lavoratori a 36 ore per assicurare tutti i servizi, e con la stessa qualità». 

Intanto l’Usb ha già fatto partire una richiesta urgente di incontro con il presidente della giunta regionale, Michele Emiliano. «Riteniamo che l’atteggiamento di Asl e Sanitaservice sia chiaro: l’esclusione dal tavolo decisionale di lunedì scorso è un segno di chiusura – dichiara Francesco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto -. Segno evidente che con noi non vogliono avere rapporti. E visto che ci hanno chiesto il rispetto delle leggi, noi ora ci rivolgiamo al presidente della Regionee gli chiediamo di intervenire e ristabilire il giusto. Confermiamo il nostro sciopero con la manifestazione dei lavoratori alla Regione Puglia a Bari. Durante l’incontro chiederemo, inoltre, che venga fatta una verifica sul dottor Massaro, amministratore unico di Sanitaservice, per capire se ha tutti i requisiti per ricoprire questo ruolo all’interno dell’azienda. Se la situazione non si ricompone e se Emiliano non prende una posizione giusta, il nostro sindacato è pronto a rompere i rapporti con la presidenza regionale».
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Giovedì 1 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 16:43