Taranto, la Provincia a Franceschini: «La soprintendenza resti qui»

Taranto, la Provincia a Franceschini: «La soprintendenza resti qui»
Taranto non si rassegna alla scelta del Ministero dei Beni culturali di accorpare la soprintendenza dei beni archeologici a quella leccese. Il Consiglio provinciale di Taranto, convocato oggi insieme con l'assemblea dei sindaci, ha approvato un documento con cui chiede «formalmente al ministro dei Beni Culturali di modificare il Decreto riqualificando il ruolo e l'ubicazione della Soprintendenza Archeologica della Puglia, con sede a Taranto».
Contestualmente auspica che «sia garantita ed incrementata la presenza di personale, a tutti i livelli operativi e di ricercatori archeologici, al fine di proseguire le attività sinora svolte sull'intera Regione Puglia». La riforma prevede invece l'accorpamento della sede di Taranto, ultracentenaria, a quella di Lecce. «Sconcerta dunque - è detto nella delibera del Consiglio provinciale che sarà inviata a Franceschini - che, per ridurre i costi della struttura del Mibact, sia soppressa con un decreto la Soprintendenza archeologica con sede a Taranto istituita da più di un secolo. Vanto della nostra collettivita' tarantina si cancella in questo modo una realtà culturale, sociale ed economica, mortificando gli splendori della Magna Grecia sino ad ora degnamente rappresentati e protetti". Nei giorni scorsi ci sono state diverse iniziative di mobilitazione da parte di oltre 140 associazioni e movimenti in difesa della sede tarantina della Soprintendenza.
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Mercoledì 17 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 19:16