Il futuro dell’Isola: voce ai residenti

Il futuro dell’Isola: voce ai residenti
Sui progetti di riqualificazione della città vecchia anche i residenti dell’antico borgo vogliono dire la loro. E lo fanno con precipua attenzione, preparazione e soprattutto consapevolezza che il momento di agire è quello giusto. 
Alla luce dei risultati del concorso lanciato da Invitalia #Opern Taranto che ha premiato un gruppo di progettisti e società tra cui quella di Stefano Boeri, le associazioni, le Sciaje ed Archeoclub Taranto hanno pensato di avviare un progetto che coinvolga proprio i tarantini, e soprattutto gli abitanti della Città Vecchia ad interagire con i vincitori del concorso per meglio contestualizzare le loro idee che, pur basandosi essenzialmente sui temi del recupero, non possono non considerare le caratteristiche storiche e sociali del luogo.
«Chiediamo – dice Angelo Cannata referente dell’associazione Le Sciaje – di avviare la riqualificazione tenendo ben presente le esigenze dei cittadini. Per questo abbiamo pensato di dare il via ad un percorso, un centro di produzione di idee e proposte per formulare un itinerario quanto più reale e consapevole delle possibilità di sviluppo dell’Isola». 

L’iniziativa, presentata in piazza Fontana, nelle vicinanze della sede dell’associazione Le Sciaje, è stata una anticipazione all’evento in programma il prossimo 1 Aprile denominato “Nomi, Cose, Persone Città Vecchia: un tour all’interno dei vicoli, piazze e strade, nel corso del quale gli associati di Archeoclub e de le Sciaje raccoglieranno idee di rinnovamento e sperimentazioni. «La nostra vuol essere una “chiamata” - dice Cannata – a tutti i cittadini, operatori culturali, professionisti, associazioni, studenti, professionisti, artigiani, artisti, disoccupati a collaborare ognuno come può alla rinascita del luogo d’appartenenza di noi tutti. Si tratterà quindi – prosegue - di effettuare un percorso interattivo non convenzionale, in cui ogni partecipante durante il giro diventa attore ed attraverso la modalità del gioco oltre ad osservare la città vecchia, avrà la possibilità di esporre i propri progetti». I partecipanti otre ad essere veri e propri “turisti”, saranno anche progettisti, dunque partecipi della riqualificazione, della rinascita».

Ma tra gli obiettivi v’è anche la volontà di creare comunità, unità di intenti. La modalità per riuscirci è quella del laboratorio, dove l’ascolto è il primo elemento da cui partire, da cui poter avviare il cambiamento, soprattutto culturale. Poi il confronto, da attuare attraverso corrispondenze o riferimenti dati da ciò che si osserva. «Vogliamo promuovere – conclude Cannata - una discussione reale e diffusa sui temi della rigenerazione urbana e dello sviluppo della città vecchia a coloro i quali, i cittadini appunto, spesso restano fuori dalle progettualità dei loro luoghi. A questo noi non ci stiamo e neppure i tarantini che hanno manifestato in più di qualche occasione di voler scendere in campo per dire la loro, per esprimere opinioni sul futuro della città. Con questa iniziativa vogliamo anche dare un segnale forte, denunciare processi istituzionali che escludono piuttosto che includere». Una città vecchia na non troppo, aperta al nuovo, all’aggregazione, ma soprattutto responsabile delle proprie azioni.
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Lunedì 20 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:04