Il Frecciarossa dell’alba conquista i tarantini. Mancano i servizi urbani

Il Frecciarossa dell’alba conquista i tarantini. Mancano i servizi urbani
Il Frecciarossa tira. I tarantini rispondono, ma gli amministratori decisamente meno. Con quel treno che incassa una media di 50 passeggeri in partenza da Taranto ogni mattina. Per non parlare dei picchi che si registrano alle 5,48 del lunedì, quando scatta il primo convoglio della settimana con destinazione Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano. Un pienone bissato al venerdì quando, il treno ad alta velocità rientra, un pugno di minuti dopo la mezzanotte alla stazione di Taranto. Numeri importanti nonostante da dicembre ad oggi non sia stato predisposto un servizio urbano per agevolare chi sceglie di muoversi al mattino presto usufruendo del treno nuovo di zecca. Non c’è una navetta, un bus o un servizio dedicato.
Eppure i tarantini, dimostrano di aver apprezzato e di utilizzare quel treno calato sui binari della vecchia e malandata stazione a dicembre, come un autentico regalo di Natale. 
Una conquista arrivata di rimbalzo, visto che il Frecciarossa è stato istituito grazie alla battaglia condotta dai lucani e ai finanziamenti della Regione Basilicata. Il consiglio regionale della piccola e attivissima regione, infatti, ha fatto fuoco e fiamme per migliorare i collegamenti tra Potenza, Matera e la capitale. 
 
Una guerra per la quale la Regione Basilicata ha destinato anche un robusto investimento. Così il treno è stato istituito, con partenza proprio da Taranto, città spesso bistrattata e che per una volta ha incassato i benefici dell’impegno altrui. Una occasione che i tarantini hanno afferrato al volo, come testimoniano i dati sui passeggeri, con buona pace degli orari di partenza e di arrivo non proprio comodi. Come si è detto, il treno parte da Taranto alle 5,48 del mattino e quindi impone una levataccia. Ma consegna il vantaggio di partire direttamente dal capoluogo jonico e di giungere a Roma poco dopo le 11. Nel centro della capitale, peraltro. 
Un’alternativa validissima agli aerei in partenza da Bari e da Brindisi, anche quelli previsti in larga parte in orari del mattino proibitivi. Che diventano da temerari nel momento in cui si sommano i tempi necessari per raggiungere gli aeroporti in largo anticipo rispetto al decollo per sottostare ai rigidi quanto necessari controlli di sicurezza. 
Un quadro al quale va sommato il non secondario svantaggio di sbarcare a Fiumicino. Con un ulteriore allargamento dei tempi e di costi per raggiungere la città eterna. Ecco quindi che il Frecciarossa delle 5,48 ha subito conquistato una importante fetta di mercato in riva allo Jonio. Visto che in poco più di cinque ore consente di arrivare al centro di Roma. La stessa Freccia, poi, tocca Firenze alle 12,51, Bologna alle 13,35 e Milano alle 14,40. Orari che, va detto, risentono della lentezza della prima tratta del percorso. Chilometri che il Frecciarossa è costretto a macinare a velocità ridotta perchè la linea non è attrezzata a sopportare le potenzialità di quel treno, in grado, invece, dopo Salerno di raggiungere e sfondare la velocità di trecento chilometri orari. Velocità che si somma al confort dei vagoni. Insomma per la città di Taranto una possibilità in più che merita di essere sfruttata, in particolare nell’ottica dell’auspicato sviluppo in chiave turistica. Ma la possibilità, al momenti, continua a sembrare una cattedrale nel deserto. Nessun servizio è stato previsto e nenache ipotizzato per agevolare chi intende prendere il treno. 
Per raggiungere la stazione alle 5,48 del mattino o per rientrare a casa dopo la mezzanotte, quando il treno rientra a Taranto, gli unici mezzi percorribili sono i taxi. Con una corsa che, per esempio, da San Vito al mattino, ha un costo standard di venti euro. Un prezzo che si avvicina sin troppo a quello del biglietto del Frecciarossa, quando il treno è prenotato con discreto anticipo. 
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Sabato 1 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:56