Emiliano benedice l’intesa: «Non lasceremo la città ai responsabili del dissesto»

Emiliano benedice l’intesa: «Non lasceremo la città ai responsabili del dissesto»
Il passo è quello dei tempi migliori, nonostante un’operazione al tendine d’Achille causata da un infortunio ballando la tarantella in campagna elettorale per le primarie. Michele Emiliano riprende a camminare da solo, e per sostenere il candidato sindaco Rinaldo Melucci fa pure le scale di un hotel del centro per raggiungere la sala conferenze. 
Può essere una metafora, perché dopo il risultato non esaltante delle primarie nazionali del Pd, il governatore di Puglia da Taranto può guadagnarsi una ribalta nella città simbolo dell’acciaio. E per farlo ha bisogno di ottenere domenica un buon risultato, per il quale si è speso sin dal principio in prima persona, mettendo da subito il cappello: basta solo considerare che nessun ministro del Pd è venuto a Taranto per sostenere il proprio candidato.
«Non possiamo lasciare di nuovo la città nelle mani di chi la mandò al dissesto, di chi l’ha distrutta, di chi l’ha disonorata, neanche sotto forma mascherata, perché questa è gente che finge di non riconoscere se stessa. Noi abbiamo riconosciuto i nostri errori e abbiamo fatto autocritica, loro hanno solo cambiato nome ma sono sempre quelli».
Emiliano lancia la volata a Melucci in occasione del rush finale per il ballottaggio e lo fa, questa volta, attaccando la coalizione del suo avversario Stefania Baldassari. E per non andare troppo a ritroso nel tempo, Emiliano prende di mira la gestione della Provincia di Taranto, governata dal 2014 da un presidente di Forza Italia: «Abbiamo salvato il “Paisiello” (l’istituto di alta formazione musicale, ndc); nel momento in cui il centrodestra voleva scioglierlo e perderlo, la Regione Puglia è scesa in campo e lo ha salvato. Volevano sciogliere e buttare per strada “Isolaverde” (la società multiservizi, ndc), una delle pochissime aziende pubbliche che funzionava e che aveva centinaia di lavoratori molto in gamba». 

Il presidente della Regione ieri pomeriggio ha partecipato ad un incontro con Melucci e Sebastio in un albergo cittadino del centro per sancire l’alleanza tra gli oramai due ex competitori. «Rinaldo Melucci - ha aggiunto Emiliano ai cronisti - è la rivoluzione del centrosinistra, non è la conservazione». 
Poi l’ex sindaco di Bari si è soffermato sullo stabilimento siderurgico: «Noi vogliamo l’Ilva decarbonizzata, il Governo l’ha assegnata ad un soggetto che non pare avere questa intenzione, ma siamo certi che quella sia la strada giusta». 
Un percorso che il governatore già dalla prossima settimana vorrebbe intraprendere con quel candidato sindaco che alle primarie del Pd ha votato per lui. 
Emiliano, infine, annuncia l’imminente nomina di un assessore regionale della provincia jonica: «Taranto avrà certamente un assessore nella prossima giunta, che peraltro c’era sin dall’inizio (Gianni Liviano, ndc) e che per vicende del tutto casuali, diciamo così, è stato assente fino ad oggi e non è stato mai sostituito proprio perché l’attesa di Taranto c’è sempre stata». 
Per la prima volta dopo il voto, ieri pomeriggio assieme al governatore c’erano tutti e tre i candidati sindaco (Bitetti, Brandimarte e Sebastio) che hanno annunciato il proprio sostegno a Melucci. E c’erano pure, tra gli altri, i maggiorenti del Pd: il deputato Pelillo, il presidente del gruppo consiliare in Regione Mazzarano, i segretari provinciale e cittadino Carrieri e Lucarella e il consigliere più suffragato Lonoce. Tutti ritrovatosi per respirare un’aria che ieri appariva positiva.
Melucci nel suo intervento ha in parte ripreso i contenuti di una nota stampa inviata alle redazioni: «Come ricorderete - scrive il candidato del centrosinistra -, qualche giorno fa la coalizione di centrodestra apriva agli elettori di Sebastio, Brandimarte e Bitetti. Bene. Noi siamo riusciti a convincere i suddetti candidati alla carica di Sindaco a unirsi al nostro progetto. Loro no. E tutto questo, come sempre, alla luce del sole. Evidentemente - sottolinea il raccomandatario marittimo - siamo credibili ed autorevoli, perché bastano le strette di mano, perché basta parlare di programmi, non servono altri accorgimenti che il centrodestra sbandiera ad ogni occasione».
Secondo Melucci, poi, «nell’ansia di perdere terreno, il centrodestra inventa bufale, ma noi non abbiamo promesso ruoli a chicchessia, quella è proprio la loro modalità. Come chiedono i cittadini e monsignor Filippo Santoro, noi abbassiamo i toni, non vogliamo diventare volgari e populisti come gli avversari. Taranto merita di meglio. Però, attenzione, non tollereremo - conclude Melucci - altre diffamazioni», lasciando intendere che di qui a breve il dibattito dalle aule della politica potrebbe sfociare in quelle del tribunale.
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Martedì 20 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:31