In pista anche Bitetti, centrosinistra sbriciolato: la coalizione non c’è più

In pista anche Bitetti, centrosinistra sbriciolato: la coalizione non c’è più
Detto, fatto. Il presidente del Consiglio comunale e consigliere provinciale Piero Bitetti si candida a sindaco, per ora, con quattro liste civiche e in maniera che lui stesso definisce «trasversale», appellandosi a coloro che vogliono superare gli steccati ideologici e i partiti. 
Una candidatura che era nell’aria già da tempo, da quando Bitetti decise di «allontanarsi» dal Pd dopo la prima assemblea cittadina, dalla quale emerse la volontà di puntare su una candidatura esterna al partito. E oggi, di fatto, Bitetti è praticamente fuori dal partito per sua scelta.
«Finalmente - dichiara il segretario provinciale del Pd, Costanzo Carrieri - abbiamo capito cosa deve fare. Poi rispetto alla circostanza di candidarsi con quattro, cinque liste a lui come ad altri dico: quando le vedrò vi farò gli auguri così come gli altri li faranno a noi». Una scelta, quella di Bitetti, che secondo Carrieri «lo allontana definitivamente dal partito perché chi si candida in contrapposizione al Pd - sottolinea il segretario provinciale - sta fuori dal Pd, non perché lo decido io ma perché è previsto dallo statuto». 
E intanto il Partito democratico il suo candidato lo ha già individuato ed è il raccomandatario marittimo Rinaldo Melucci, presidente dello Ionian Shipping Consortium, che si aggiunge all’altro candidato dell’area di centrosinistra, l’ex presidente del Tribunale di sorveglianza Massimo Brandimarte, sostenuto dal movimento civico Sds del sindaco uscente Ippazio Stefàno e da una lista civica a suo nome. Il centrodestra, in particolare Forza Italia, non ha ancora sciolto la riserva ma potrebbe sostenere la candidatura civica della direttrice della Casa circondariale di Taranto Stefania Baldassari. In campo ci sono anche Luigi Romandini, l’allevatore Vincenzo Fornaro, Alfonso Alfano per il Movimento disoccupati e nelle prossime ore dovrebbero ufficializzare le candidature l’ex procuratore capo Franco Sebastio, l’imprenditrice Floriana De Gennaro e l’ex consigliere comunale Pino Lessa. 
 
Ieri intanto i rappresentanti della provincia di Taranto del Pd che sostengono la mozione congressuale del governatore della Puglia Michele Emiliano si sono riuniti alla Cittadella delle imprese. Circa centocinquanta hanno partecipato ad un’assemblea alla quale erano presenti i maggiori rappresentanti istituzionali, il deputato Michele Pelillo e il presidente del gruppo del Pd in Consiglio regionale Michele Mazzarano, il segretario Carrieri e il suo predecessore Walter Musillo, che negli ultimi tempi però si era avvicinato alle posizioni del sindaco di Bari Antonio Decaro.

Evidentemente dopo il via libera offerto da Pelillo a Musillo, in seguito all’indicazione di Melucci come candidato sindaco, l’ex segretario si è nuovamente sintonizzato sulle stesse frequenze del parlamentare, a differenza invece di quanto ha fatto per ora il capogruppo consiliare Gianni Azzaro, schierato senza se e senza ma sulle posizioni “renziane” del primo cittadino barese. 
«Ho messo sempre la faccia sull’Ilva, ho sempre difeso l’azione di Renzi ma mi sarei aspettato che dopo aver sostenuto il governo anche il premier quando è venuto a Taranto, peraltro senza avvisare, avesse messo la faccia e non avesse avuto paura». Il concetto, seppur modificato di qualche parola, è questo ed è stato espresso ieri pomeriggio da Pelillo alla platea per motivare la scelta di supportare il presidente della Regione Puglia anziché l’ex premier, che aveva invece sostenuto in precedenza. La sua dichiarazione fa il paio con lo sfogo su Twitter che nelle settimane scorse fece Carrieri, quando invitò l’ex premier a «vergognarsi» per non aver avvisato il partito del suo arrivo in terra jonica.
«Abbiamo scisso la valutazione che riguardava il governo da quella per la segreteria. Il partito - spiega Carrieri - col premier al governo ha avuto una battuta d’arresto perché è stato trascurato. Noi invece vogliamo sostenere una candidatura territoriale, per dare un supporto al presidente della Regione». Il consigliere regionale Michele Mazzarano, già in tempi non sospetti posizionato sulle frequenze del governatore anche per effetto del suo ruolo in Consiglio regionale, ha invece lanciato una sfida: rendere la provincia di Taranto roccaforte del consenso per Emiliano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martedì 21 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:26