Amarone falso sequestrato dalla Forestale, indagini anche a Taranto

Amarone falso sequestrato dalla Forestale, indagini anche a Taranto
Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato ingenti quantitativi di vino Amarone della Valpolicella, contraffatto nella natura e nell'origine, presso il punto vendita di Padova di una catena della grande distribuzione durante il “black friday”, giornata dedicata a promozioni eccezionali. Semplice vino da tavola veniva commercializzato come Amarone, confezionato con capsule prive di contrassegno ICQRF, con contrassegno Zecca dello Stato falsificato e indicazione mendace in etichetta di una ditta che ha disconosciuto il prodotto. Il prodotto era presente in diversi punti vendita del nord Italia della suddetta catena della grande distribuzione che, a seguito del provvedimento, lo sta ritirando dal commercio. Le indagini, tuttora in corso, mirano a individuare le responsabilità all'interno di una vasta rete criminale estesa sul territorio nazionale: le attività investigative hanno infatti visto la collaborazione dei Comandi provinciali di Venezia, Padova, Brescia, Modena, Vicenza, Roma e Taranto.

I reati ipotizzati sono: contraffazione di sigilli destinati a pubblica certificazione, frode in commercio, commercio di prodotti con segni mendaci aggravato dall'utilizzo di una denominazione di origine protetta. Alle indagini ha fattivamente collaborato Siquria, l'organo tecnico che si occupa ufficialmente della certificazione del vino Amarone della Valpolicella. Il Comando Provinciale di Verona ha comunicato che dai primi accertamenti di laboratorio già eseguiti sul vino sequestrato non sussiste alcun pericolo per la salute pubblica. Proseguono le indagini al fine di individuare i responsabili dei reati. 
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Martedì 29 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 20:36