«Più voti che votanti»: scoppia il caso

«Più voti che votanti»: scoppia il caso
A pochi giorni dal ballottaggio, la partita non è chiusa per Pino Pulito, che in una conferenza stampa affollata presso il suo comitato ha comunicato che non smetterà di lottare, per rispetto dei suoi elettori e dei martinesi. Il risultato dopo il voto di domenica 11 giugno non è ancora definitivamente chiuso, anzi, si attende ancora la seduta di lunedì della commissione centrale. Al tavolo Giacomo Conserva, Giuseppe Chimenti, Leonardo Conserva, Mario Caroli, Luigi Vitali e anche il presidente della Provincia Martino Tamburrano. Dalla coalizione l’appello affinché il treno elettorale si fermi e si riconteggino tutti i voti. Giacomo Conserva ha evidenziato come nelle famigerate tabelle di scrutinio della sezione 9 manchino completamente i voti a Pizzigallo, mentre i voti a Ancona e Pulito sono tracciati con una riga, e non uno alla volta. Dubbi anche sui dati della sezione 39, per la quale la coalizione ha presentato un’istanza, però rigettata. Vitali non ha mezzi termini: «C’è una situazione anomala. Il verbale della sezione 9 non doveva essere riaperto, solo il TAR può intervenire. L’anomalia di Martina è che ci sono più voti che votanti. Una promessa la faccio: quando ci sono più voti che votanti: ci sono dei brogli. E questa questione la porteremo avanti. I voti scrutinati sono superiori ai votanti». Durante la conferenza stampa si fa intendere che Ancona sia stato avvantaggiato dall’apertura delle tabelle di scrutinio, che sarebbe un’operazione che esula dalle competenze della commissione centrale. Giacomo Conserva: «È stato commessa una violazione di legge. Il presidente di commissione non può accedere alle tabelle di scrutinio. Inoltre nella sezione 39 ci sono 622 votanti e 649 voti di lista. Abbiamo chiesto al presidente di sospendere». Una richiesta di sospensione condivisa da tutto il tavolo. Mario Caroli fa appello alla stampa perché non smetta di raccontare la vicenda e alle altre forze politiche di chiedere di sospendere le elezioni se hanno il minimo dubbio sulla legittimità.
Pino Pulito, è più istituzionale e riconosce alcune responsabilità sulla mancata formazione dei propri rappresentanti di lista: «Sono amareggiato, più per i cittadini e i nostri elettori, per chi ha supportato la nostra coalizione. Noi eravamo certi di avere una garanzia da parte delle Istituzioni, che non c’è stata. Non ci fermeremo qui, andremo avanti con i nostri parlamentari, abbiamo chiesto l’intervento del Governo. Porteremo avanti la procedura di ricorso al Tar d’urgenza». Sulla possibile non spontaneità degli eventi, denuncia fatta da Ancona giovedì scorso, Pulito non ha mezzi termini: «È demagogia, un piagnisteo che ha portato al risultato che volevano».
 
Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Gasparri che ha segnalato al ministro Minniti la vicenda: «Non possiamo tollerare le illegalità in atto localmente che stanno oramai minacciando l’ordine pubblico. Bisognerà evidenziare tutte le colpe di chi sta compiendo delle violazioni evidentissime». E quindi: «O a Martina Franca si vota con trasparenza o non si deve votare affatto. E ci riserviamo di denunciare chiunque compirà eventuali reati sovvertendo la volontà degli elettori».
Comunque vadano le cose è evidente che questa tornata elettorale a Martina Franca sarà ricordata per gli enormi pasticci e per il solco profondo che rischia di lasciare in città.
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Domenica 18 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:41