Cava di tufo: c’è il no all’ampliamento

Cava di tufo: c’è il no all’ampliamento
Per non incrementare le problematiche di inquinamento già esistenti (nell’ottica del “non aggravio”) e per evitare un’ulteriore frammentazione del paesaggio, il Comune di Grottaglie (nella persona della dottoressa Marilena Annicchiarico, responsabile unico del procedimento) ha bocciato la richiesta avanzata da “Linea Ambiente Srl”, la società che gestisce la discarica “ex Ecolevante Spa” ubicata a “Torre Caprarica”, ed ha espresso un parere di diniego dell’ampliamento della cava di tufo sita in località “Amici”.
La “Commissione locale integrata” costituitasi l’11 febbraio 2016, nonostante alcuni pareri positivi acquisti nel corso degli anni (la richiesta, da parte dell’azienda, è stata inoltrata il 16 dicembre 2011) da parte di alcuni Enti (l’Autorità di Bacino, l’Acquedotto Pugliese, il Servizio Foreste, sezione di Taranto, la Soprintendenza Archeologica della Puglia, la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, per la quale l’area interessata non risulta sottoposta alle disposizioni di vincolo paesaggistico) ha mosso, sostanzialmente, due riserve: la prima è che «il contesto di intervento è già pesantemente impattato dalla presenza di attività della medesima ex Ecolevante».
 
La seconda è che «la notevolissima ed evidente sproporzione dimensionale fra cava esistente e cava in ampliamento è tale che l’istanza in oggetto si configura, in termini di impatto ambientale, quale opera dotata di una sua propria autonomia e i cui impatti si andranno a cumulare, in maniera rilevante, con quelli prodotti dalle attività già in essere da parte della stessa ditta. Il contesto, infatti, risulta fortemente degradato, tale da non poter fronteggiare ulteriori pressioni antropiche».
La stessa Commissione, pertanto, ha ritenuto tale richiesta, «non compatibile da un punto di vista ambientale: l’ampliamento causerebbe un eccessivo consumo di suolo, una rilevante modifica morfologica dei luoghi, un incremento di emissioni atmosferiche, un aumento significativo dei rumori, peraltro non debitamente quantificati nelle documentazioni in atti». Sempre la Commissione ha rilevato, circa la presunta compatibilità paesaggistica, che il territorio è interessato «non solo da alcune “ferite”, costituite dalle adiacenti cave e discariche, ma anche dalla presenza di terreni agricoli coltivati, masserie produttive, vasti uliveti, boschi, gravine grotte, che costituiscono un articolato paesaggio agrario interrotto proprio dalle cave e discariche esistenti». L’ampliamento richiesto prevedeva, al termine del periodo di attività previsto di almeno venti anni, il recupero finale ad oliveto, ma, per la Commissione, ci sarebbe, comunque, «una notevole alterazione del contesto paesaggistico».

Anche il “Dipartimento di prevenzione” dell’Asl di Taranto ha espresso un parere non favorevole, a causa del riconoscimento della provincia di Taranto come “area a criticità ambientale”. Negativo, anche il parere dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’Ambiente. Ricordiamo che non appena ricevuta la richiesta lo Sportello unico per l’edilizia del Comune rilevò, già il 6 febbraio 2012, la necessità di acquisire ulteriori precisazioni e chiarimenti. Nella Conferenza dei Servizi del 10 agosto scorso il Comune di san Marzano di san Giuseppe, anche per conto e nell’interesse dei Comuni di Francavilla Fontana e Carosino, aveva espresso un parere di netta contrarietà al progetto presentato da “Linea Ambiente”: in tale occasione i due comitati in difesa dell’ambiente, Vigiliamo per la discarica ” (Grottaglie) e “Territorio bene comune” (San Marzano) presentarono le loro osservazioni che si opponevano all’istanza. L’area interessata, peraltro, è localizzata in adiacenza di quella denominata “Parco naturale Terra delle Gravine”.
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Giovedì 12 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:11