Lo Stato Sociale per il So What agli Agostiniani

Foto Luca Reggiani
Si apre stasera la due giorni del “So What Festival” a Melpignano con il concerto dello Stato Sociale, la band bolognese che proporrà, nel Piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani, i brani del suo nuovo lavoro discografico, “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”, prodotto da Garrincha Dischi in licenza per Universal Music Italia, pubblicato a due anni di distanza dal precedente, “L’Italia peggiore” (inizio ore 21.30, ingresso 15 euro + 2 dp, biglietti disponibili nel circuito BookingShow).
Bebo, Albi, Lodo, Carota e Checco, all’anagrafe Alberto Guidetti, Alberto Cazzola, Ludovico Guenzi, Enrico Roberto e Francesco Draicchio, che compongono Lo Stato Sociale, affrontano sempre temi legati alla quotidianità nei loro album. In questo, nello specifico, si parla di precariato, lavorativo e, conseguentemente, affettivo. «Sono stati un paio di anni di scrittura molto concitati – spiega il frontman Guidetti – con grandi cambiamenti individuali ma che erano anche in corso nell’ambiente intorno a noi. Con la grande crisi, dal 2007 in poi, si sono riscritte tante regole del gioco. Inevitabilmente, quando hai gravi problemi sul lavoro è difficile amare e, quando è difficile amare, è anche difficile essere felici. È scontato dirlo ma è così».
Il disco è stato presentato in prima assoluta al Forum di Assago di Milano lo scorso 22 aprile davanti a 10mila persone. «Dopo due anni in studio di registrazione è stata un’esperienza che ci ha fatto bene – continua Bebo – ma anche una gran paura. Come direbbe David Foster Wallace, “una cosa divertente che non farò mai più” perché non riesci davvero a stare insieme a chi hai davanti. Ai palasport preferiamo i locali da cinque persone a massimo tremila, tipo l’Alcatraz, perché con il nostro pubblico abbiamo sempre avuto un rapporto quasi fisico. Questa è la cosa che ci piace di più. Se ci fossero dei palazzetti senza l’anello in alto in cui vedi le persone piccole piccole che non si godono il concerto, andrebbe benissimo».
Ma cosa significa avere nel nome il riferimento allo stato sociale in questo momento storico? «Significa quello che significava quando lo abbiamo scelto quasi dieci anni fa. Noi, all’inizio, dicevamo che lo Stato Sociale è la musica della mutua, proprio perché pensiamo che quello facciamo sia un modo per raccontare soprattutto la storia di ciò che ci circonda a un numero fortunatamente sempre più ampio di persone. Cerchiamo di farlo con un’etica di sinistra, anche nella gestione economica del lavoro: quanto costano i live, quanto costano i dischi è così via. È pure vero che abbiamo raccolto un vuoto di mercato: in Italia lo stato sociale non c’è e ci siamo immolati noi per provare a farlo», conclude ironicamente il cantante bolognese.
In apertura al So What Festival ci saranno “Maffei”, nuovo progetto del brindisino Marco Maffei, moderno cantastorie a cavallo tra realtà cittadine e social network, la cantautrice Cristiana Verardo, con i brani del suo disco d’esordio “La mia voce”, e La Municipàl, progetto di pop d’autore dei fratelli leccesi Carmine e Isabella Tundo che hanno pubblicato, di recente, il cd “Le nostre Guerre Perdute”. [SIGLA]
 
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Sabato 12 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 06:10