Al cinema l'Italia dei senza lavoro
"Non è un paese per giovani"

Al cinema l'Italia dei senza lavoro
"Non è un paese per giovani"

Anteprima il 20 marzo al multisala The Space di Surbo (ore 20.30) come in tante altre sale italiane per il film “Non è un paese per giovani” diretto da Giovanni Veronesi con Filippo Scicchitano, Giovanni Anzaldo, Sara Serraiocco e con la partecipazione di Sergio Rubini e Nino Frassica.

Il film, che ha colonna sonora dei Negramaro, con il pezzo di Giuliano Sangiorgi “Lo sai da qui”, è di rovente attualità, dedicato ai ragazzi italiani che non trovano un’occupazione in patria e sono costretti, quando va bene, a cercarselo all’estero. Il regista Giovanni Veronesi è stato tempestivo nell’affrontare questo tema e lo ha fatto dopo aver partecipato al programma radio “Non è un paese per giovani” (dal quale ha preso anche il titolo) dopo aver parlato con decine di ragazzi che raccontavano i loro problemi di disoccupazione.
Questa la trama del film: Sandro ha poco più di vent’anni, è gentile, a volte insicuro e il suo sogno segreto è diventare uno scrittore. Luciano invece è coraggioso e brillante, ma con un misterioso lato oscuro.

Si incontrano tra i tavoli di un ristorante dove lavorano entrambi come camerieri. Come tanti loro coetanei, Sandro e Luciano sentono che la loro vita in Italia non ha alcuna prospettiva. Si scelgono istintivamente e decidono, presi da un’euforica incoscienza, di cercare un futuro per loro a Cuba, la nuova frontieradella speranza dove tutto può ancora accadere. Il progetto è quello di aprire un ristorante italiano che offra ai clienti il wi-fi - ancora raro sull’isola - grazie alle nuove ma limitate concessioni governative. Con Nora, la strana ragazza che li aspetta all’Avana come un destino, scopriranno che esiste anche un modo glorioso di perdersi, che darà un senso profondo alla fatalità che li ha fatti incontrare.

Attraverso scelte pericolose, violente, incontri necessari e addii pieni di silenzio, “Non è un paese per giovani” racconta la tenacia e la bellezza di una generazione che anche se privata di un luogo dove diventare grandi non si lascia spegnere.
«Forse è la prima volta che accade, ma non è un caso: un film che viene tratto da una trasmissione radiofonica - ha detto Veronesi - Un’esperienza fatta di dirette radio tutti i giorni a Radio 2, dove chiamavo un ragazzo italiano all’estero e mi facevo raccontare la sua storia e il perché se n’era andato dall’Italia.

Le risposte di questi giovani sono state a volte divertenti, ma a volte di una spietatezza insostenibile. Più di 100mila ragazzi l’anno, se ne vanno dall’Italia in silenzio, senza fare rumore. I miei film sono sempre stati delle commedie divertenti e non voglio assolutamente perdere questa valenza ma non voglio nemmeno perdere di vista il momento storico in cui viviamo e raccontarlo attraverso questo delicato argomento».
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Domenica 19 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 21:34