Xylella, si “rivede” la legge: estesi gli abbattimenti
e riabilitato il piano Silletti

Xylella, si “rivede” la legge: estesi gli abbattimenti
e riabilitato il piano Silletti
Messo in discussione, sottoposto alla gogna e dichiarato fuori legge. Ma dopo due anni, in parte, riabilitato. E da chi, tra i primi, lo aveva demonizzato, decidendo di archiviarlo. Presentato sotto una nuova veste, ma assai simile nella forma, riprende quota il piano predisposto dall’allora commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti: il generale della Forestale rimosso e sottoposto nel dicembre del 2015 ad attività d’indagine, perché accusato, insieme al suo staff, di diffusione di una malattia delle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali, commessi nel leccese e zone limitrofe dal 2010 alla vigilia di Natale del 2015. Ieri la svolta. Meglio, la parziale riabilitazione: di fatto. Unica deroga, rispetto al “sepolto” piano Silletti, riguarda il salvataggio degli ulivi monumentali non infetti entro un raggio di cento metri dalla pianta malata. E sul tema è già scontro.
 
L’attualità, dunque. Il Consiglio regionale della Puglia ha infatti approvato a maggioranza - con il voto contrario del Movimento 5 stelle e l’astensione di Forza Italia, Ap e Direzione Italia - il disegno di legge che adegua le disposizioni regionali per la gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa alle norme europee in materia. Per quanto riguarda le misure di eradicazione del patogeno, si prevede la rimozione immediata della pianta infetta, di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute. Vengono inoltre specificati i siti, nel cui raggio di 200 metri il servizio fitosanitario regionale ha disposto la rimozione immediata di tutte le piante risultate infette. In riferimento all’accesso al fondo di solidarietà nazionale per la compensazione del mancato reddito a causa della batteriosi, la legge prevede che si applichi anche alle aziende vivaistiche non agricole, che producono cioè in substrati diversi dal suolo agrario. Per quanto riguarda invece la tutela degli ulivi monumentali, che secondo la legge non vanno rimossi ma isolati, si specifica che la norma vale per le piante non infette ricadenti nel raggio di 100 metri di distanza dalla pianta infetta nella zona delimitata soggetta a misure di eradicazione. Al fine di sostenere la vitalità degli ulivi monumentali infetti, la sperimentazione scientifica è consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento.
E sarà una lotta contro il tempo. Ora la Regione ha fretta: «Su questa legge preannuncio che sarà necessario intervenire dinamicamente e costantemente. Non escludo che si possa arrivare a un livello di dettaglio che ci costringa a fare passi ulteriori», sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, a margine dell’approvazione in aula della “nuova” legge sulla Xylella. «Vorremmo mantenere in piedi il principio - ha detto Di Gioia - che stiamo tutelando gli ulivi secolari anche e soprattutto, perché questa materia è delicata dal punto di vista scientifico e ci sono ricerche che ci possono confortare nel tempo. Sapendo che sarà necessario intervenire spesso su una materia così delicata - ha concluso - oggi poniamo con chiarezza quelle che sono le cose che ci sono state richieste pur mantenendo fermo il principio della legge: tutelare alberi». Già. Ma cosa prevedeva, di tanto differente, il vituperato piano Silletti? Per prima cosa puntava all’attuazione tempestiva delle misure obbligatorie di prevenzione, controllo ed eradicazione della Xylella fastidiosa stabilite dall’Unione europea e adottate dall’Italia. Il testo disponeva l’eradicazione di circa 3100 ulteriori ulivi dichiarati infetti e di tutti gli altri alberi (anche se sani) nel raggio di 100 metri da ogni ulivo dichiarato positivo a xylella. Provvedimento teso a bloccare i nuovi focolai individuati già all’epoca nelle provincia di Brindisi, tra Oria, Torchiarolo, Cellino San Marco, San Pancrazio, San Pietro Vernotico e Cerano: là, dove oggi, si dovrà abbattere. Ma sulla misura è già polemica: «Le modifiche alla legge sulla Xylella approvate in Aula rischiano di essere un nuovo, clamoroso autogol della maggioranza nei confronti dell’Europa. Tutto per la deroga, assurda e demagogica, concessa agli ulivi monumentali: il salvataggio di quelli non infetti entro un raggio di cento metri dalla pianta infetta. Una licenza che l’Europa non ammette”, dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia.
«La commissione europea ha previsto rigorose misure di eradicazione per le piante attorno a quelle infette. Misure che non prevedono eccezioni. Questo regime di tutela nei confronti delle piante monumentali, invece, potrebbe nuovamente esporre il testo alle critiche dell’Ue, che stavolta potrebbe arrivare al deferimento della Puglia. Ma non solo. Considerata la velocità di avanzamento del batterio, col patogeno che continua ad espandersi verso nord, la legge rischia di essere, come la precedente, la condanna a morte per altre migliaia di ulivi sani che, con la dovuta drasticità nelle azioni di contrasto all’infezione, possono essere messi in salvo».
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Venerdì 8 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:51