Xylella, via alle prescrizioni per i tagli nei campi di Brindisi e Taranto

Xylella, via alle prescrizioni per i tagli nei campi di Brindisi e Taranto
Dopo l’ultima conta degli ulivi colpiti dalla xylella fastidiosa nelle province di Brindisi e di Taranto, aggiornati al 2 marzo scorso e pubblicati sul sito dedicato all’emergenza, scattano le prime prescrizioni di abbattimento. Gli alberi, per fortuna, si trovano nelle fascia di contenimento, per cui saranno tagliate solo le piante risultate inequivocabilmente malate di xylella. Se invece si fossero trovate nella fascia indenne si sarebbero dovuto abbattere anche tutte le piante sane nel raggio dei cento metri da quelle malate. 
Qualche giorno fa la Regione ha firmato i provvedimenti che adesso saranno notificati ai proprietari degli uliveti infetti, in modo che possano provvedere ad estirparli. Si tratta di prescrizioni e non ordinanze, con cui si stabilisce un tempo - di solito venti giorni - per procedere. Nel caso in cui qualcuno dovesse rifiutarsi presentando opposizione sarà poi la stessa Regione a farli abbattere ma in danno, cioè addebitando le spese all’olivicoltore possessore del terreno che, in questo caso, non potrà in seguito neppure chiedere il rimborso per i danni subiti. 

Gli abbattimenti, stando a quanto fanno sapere dalla Regione interesseranno, almeno in questa prima fase, i Comuni di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Carovigno e Taranto. In tutto gli ulivi da estirpare sono un centinaio, benché al momento la somma delle piante infette è più del doppio, precisamente 225. Ma queste, come si è detto, sono le prime prescrizione, alle quali ne seguiranno altre. Un provvedimento che i contadini subiscono ma che si rende necessario per bloccare il contagio e l’avanzata dell’infezione ancora più a nord. 
Vale la pena ricordare che il ritrovamento dell’ulivo infetto a Ostuni ha costretto la Regione ad allargare la fascia di contenimento spostandola verso Fasano. Secondo l’ultimo aggiornamento che è il risultato degli esiti dell’ultimo monitoraggio rispetto alla diffusione del contagio ora vi sono altre 144 piante infette (143 ulivi e un oleandro) nelle campagne tra Oria e Francavilla Fontana, nel Brindisino. Ma il totale delle piante malate da estirpare, come si è detto, è di 225, per lo più nelle province di Brindisi e Taranto. Il penultimo censimento (vale a dire i 76 campioni positivi) distribuiva così l’incidenza del contagio: per la provincia di Brindisi, 4 campioni positivi nel capoluogo, 17 a Francavilla Fontana, 3 a Ceglie Messapica, 5 a Carovigno e 34 a Oria; per la provincia di Taranto 7 piante positive nell’area del capoluogo, 1 a Manduria e 5 a Fragagnano. E per questa via a ritroso, un dato che porta a 82 le infezioni riscontrate se ai 76 si aggiungono i 5 rilevati con la campionatura del 23 gennaio.

E’ bene anche ricordare che la positività alla xylella, come si legge nei dati “Selge” (una rete costruita mettendo insieme le competenze di 11 laboratori di Università pugliesi ed Enti pubblici che svolgono ricerche innovative nei campi della genomica, trascrittomica, metabolomica, genetica, biochimica, protezione delle piante dalle malattie, biotecnologie per la valorizzazione del germoplasma e qualità e sicurezza degli alimenti), dal punto di vista procedurale e metodologico è accertata mediante amplificazione genica quantitativa (“qPCR”). Questo significa che le piante individuate sono in maniera inequivocabile colpite da xylella fastidiosa, per cui vanno abbattute quanto prima. 

Il rischio che il contagio avanzi è più che concreto. Come ha ricordato Coldiretti nella manifestazione di sabato scorso, snocciolando i numeri, «gli ettari olivetati tra Lecce, Brindisi e Taranto sono 140mila». Vale a dire quasi la metà della superficie complessiva. Oggi tutta l’olivicoltura, che rappresenta uno dei principali comparti produttivi dell’agricoltura pugliese, è a rischio. «I dati dell’ultimo censimento - hanno detto i Coltivatori diretti - indicano una consistenza di circa 227mila aziende e una superficie agricola utilizzata (Sau) di 373mila ettari. Ma, intanto, la gestione della malattia ha prodotto una diminuzione del 20% della capacità produttiva del Salento». 

Fondamentale la prevenzione: su questo fronte la Regione Puglia ha già riscosso apprezzamenti formali da Bruxelles: sono stati già monitorati 156.488 ettari, con un numero di campioni prelevati pari a 147.702. Per questa ragione l’Europa ha sospeso la procedura di infrazione ufficializzata nei mesi scorsi, purché si vada avanti con i controlli a tappeto. Su questo sono impegnati in prima linea il Dipartimento regionale all’Agricoltura, guidato dal professor Gianluca Nardone, l’Osservatorio fitosanitario e l’Arif. La Regione Puglia ha riaperto un canale di dialogo per il finanziamento da parte dell’Ue di attività di monitoraggio, contrasto e compensazione delle imprese danneggiate.
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Lunedì 20 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:30