Morbillo, trend in salita: in Puglia già 23 casi, numeri triplicati in 6 mesi

Morbillo, trend in salita: in Puglia già 23 casi, numeri triplicati in 6 mesi
Solamente nel mese di maggio i casi di morbillo sono stati quasi pari a quelli registrati in tutto il 2016, 8 contro 9. Dal primo gennaio 2017 allo scorso 30 giugno, le persone che hanno contratto il virus sono 23, già quasi il triplo rispetto ai contagi segnalati in tutto l’anno scorso. E con la riapertura delle scuole a settembre e l’inizio della stagione autunnale potrebbe esserci una nuova impennata. Non si può parlare di una epidemia, ma gli ultimi dati aggiornati sui casi di morbillo in Puglia confermano l’allarme lanciato da medici ed esperti: la malattia che era stata quasi debellata sta tornando e non bisogna sottovalutarla perché, con sé, può portare complicanze durante la fase più acuta.
In Puglia, dei 23 episodi registrati nei primi sei mesi del 2017, il 55% ha portato ad un ricovero ospedaliero e il 50% ad una complicanza grave. Infine, delle 23 persone contagiate l’82% non era vaccinata (per un altro 9% lo stato vaccinale non è conosciuto). Sono questi i dati riportati dall’Oer (l’Osservatorio epidemiologico) e da Moronet, osservando le statistiche dei primi sei mesi del 2017 emerge anche che la provincia più colpita è quella di Lecce con ben 11 casi, a seguire Foggia (5), Bari (3), Taranto e Brindisi 2 a testa.

C’è un altro aspetto che preoccupa i medici: i 23 contagi sono tutti concentrati tra marzo e giugno, il picco si è avuto a maggio con 8 episodi. La maggior parte dei casi è stata segnalata tra persone di età maggiore o uguale a 15 anni (64% nella fascia 15-39 anni e 9% oltre i 39 anni), con un’età mediana dei casi pari a 25 anni, mentre tra i bimbi tra uno e 14 anni la percentuale è del 9%. Un altro 18% dei contagi ha riguardato bambini con meno di un anno di età.
Come detto, nel 55% dei casi il morbillo, spesso sottovalutato, ha portato a complicanze che hanno reso necessario il ricovero in ospedale. Di che tipo di complicanze si tratta? Ad esempio la polmonite che nei bambini diventa ancora più pericolosa, stomatite e insufficienza respiratoria. Lo scorso 28 giugno al Bambin Gesù di Roma è morta una bimba di 16 mesi dopo aver contratto il morbillo: era stata vaccinata, ma dopo che era stata già contagiata dal virus.

Che sia la provincia di Lecce quella con più casi di morbillo non sorprende i medici, visto che il Salento è l’area della Puglia con il più basso livello di copertura vaccinale. In molti casi si è addirittura sotto la soglia minima di sicurezza (95% di copertura) individuata dall’Organizzazione mondiale della Salute (Oms), ad esempio: contro il meningococco C solamente il 76,6% dei bambini risulta essere stato immunizzato; per quanto riguarda il morbillo, la parotite e la rosolia, solamente l’83% degli adolescenti salentini è stato vaccinato, mentre per il pneumococco la percentuale sale al 92,7%. Per tutte le altre malattie infettive (epatite B, Hib, pertosse, tetano, poliomielite) la percentuale di copertura si attesta al 94%, quindi sempre sotto la soglia di sicurezza.
I dati salentini sono tra i più bassi non solo in Puglia ma in Italia e confermano che, in generale, nella nostra regione si registra il calo più significativo. Ad esempio, la copertura vaccinale contro il morbillo, a livello pugliese, è ferma all’84,9%. Ma non è l’unico vaccino che viene snobbato dalle famiglie pugliesi: l’esavalente, il farmaco che protegge i bambini da 6 malattie diverse (la difterite, l’epatite B, le infezioni da Haemophilus Influenzae tipo B, la pertosse, la poliomielite e il tetano), raggiunge una copertura di poco superiore al 93%, quindi sotto il 95% di due punti. In media, secondo l’ultimo report del ministero della Salute, solamente il 79% dei bambini pugliesi sino a 6 anni è vaccinato.
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Sabato 15 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:58