“Air gun”, il governo frena: «Un gruppo di esperti
per approfondirne gli effetti»

“Air gun” sotto tiro. Parliamo dei «cannoni ad aria compressa che provocano onde sismiche sottomarine in grado di scandagliare i fondali attraverso appositi rilevatori sonori per verificare o meno la presenza di petrolio»: una “caccia al tesoro” estremamente pericolosa e impattante per l’ecosistema marino, come denunciano da tempo gli ambientalisti e come lamentano da anni anche gli amministratori dei Comuni costieri “circondati” dalla trivelle.
La novità è che persino il governo avanzi dubbi, tanto da sottoporre la tecnica di ricerca ad un ulteriore approfondimento. Ad annunciare il “pit stop” in mare aperto sul fronte “trivelle” è la vice ministra allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che più volte “invocata” nei giorni scorsi, ieri è intervenuta sul tema, per presentare gli interventi allo studio del governo. E rassicurare: «Il Decreto Via appena pubblicato è solo un atto propedeutico dal momento che sono ancora in corso l’esame tecnico e le procedure amministrative che potrebbero portare al conferimento di un permesso di ricerca di idrocarburi. Nessuna attività può dunque attualmente avere luogo al largo di Leuca. Mentre, contemporaneamente, il “Primo rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun”, curato da Ispra ed uscito a dicembre 2016, indica nuovi interessanti sviluppi di tecnologie alternative che utilizzano sorgenti a zero impatto sull’ambiente».
Una dinamica dunque, aggiunge, «estremamente complessa, dove la responsabilità e l’attenzione da parte nostra verso la tutela e la salvaguardia del territorio è indiscutibile, che obbliga tutti noi ad una grande attenzione nel dosare le parole e a una grande responsabilità nei confronti di questioni estremamente rilevanti». Ecco perché, spiega, «prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione ho ritenuto prioritario, ineludibile e necessario confrontarmi con le Direzioni generali competenti per avviare la costituzione del Gruppo tecnico. Solo a quel punto, ovvero dopo il lavoro che gli esperti condurranno con massimo scrupolo e serietà, e dunque avendo a disposizione tutti gli elementi di valutazione, potrà essere detta l’ultima parola». Quasi un freno, dunque, se non nella forma almeno nella sostanza, la costituzione del gruppo tecnico per un supplemento di valutazione circa le indagini geofisiche relative alle prospezioni nell’area del Mar Ionio al largo delle coste Salentine finalizzate alla ricerca nel settore degli idrocarburi.
 
L’obiettivo è quello di svolgere un’attività di valutazione delle migliori tecnologie disponibili per le attività di prospezione geofisica ed offshore tale da vagliare le recenti innovazioni tecnologiche quale passaggio propedeutico all’eventuale concessione di questo e analoghi permessi di ricerca.
In ballo, ad esempio anche il progetto della Global Petroleum, che sempre ad agosto ha beneficiato, come la Global Med, del decreto ministeriale per l’avvio di ricerche tra Bari e Brindisi, lungo un’area di 744 chilometri quadrati: il punto più a nord dista 56,7 miglia da Vieste, il punto più a sud 36,7 miglia da Monopoli, mentre il punto più vicino alla costa è il vertice sud occidentale dell’area che dista 34,6 miglia da Mola di Bari.
«È evidente la necessità di contemperare la sicurezza delle nostre coste e dei nostri mari, considerata prioritaria -commenta Bellanova- con le attività di ricerca, anche alla luce delle iniziative più rilevanti che vedono impegnato il Mise, a partire dalla Strategia Energetica nazionale mirata ad una forte decarbonizzazione e che dunque segna un punto rilevantissimo verso un futuro libero dall’utilizzo delle fonti fossili».
«Vorrei ancora ricordare - prosegue Bellanova, nel sottolineare di aver già comunicato la decisione di costituire il gruppo tecnico al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone - che a marzo il Governo ha nominato il neopresidente del Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare (Comitato Offshore), dando ulteriore attenzione alla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, creando ulteriori punti di verifica per autorizzare le attività in mare. E che, inoltre, nel luglio scorso, con il pieno supporto del nostro ministero, il Decreto Legislativo numero 104/2017 di aggiornamento della disciplina Via - conclude - ha accolto il principio che tutti i rilievi geofisici attraverso l’uso della tecnica airgun siano soggetti a Via nazionale, senza sconti». Sin qui l’iniziativa e le rassicurazioni della vice ministra. Ma i Comuni del Salento guardano già al Tar.
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Sabato 9 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:29