«Vi prego aiutatemi» e resta a terra per 40 minuti.
Emiliano chiede una verifica

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto al direttore generale della Asl di Lecce Silvana Melli di «verificare quanto accaduto la sera di sabato scorso al pronto soccorso del "Vito Fazzi"» e ha anche chiesto di «verificare se sussistano i presupposti per provvedimenti disciplinari». 
La vicenda è quella del 30enne rimasto in attesa di soccorso medico per una colica renale mentre i presenti cercavano di calmarlo e alla fine hanno chiamato le forze dell'ordine.
 
La storia
Un sabato sera da dimenticare e un Pronto soccorso, quello di Lecce, nel caos più completo. Trentasei pazienti in due ore, 4 accessi del 118 con codice giallo, una sala d’attesa in subbuglio e un trentenne riverso per terra in preda ai dolori causati da una colica renale che chiedeva di essere aiutato. «Aiutatemi per favore, fate qualcosa. Sto male», urlava il ragazzo, mentre i suoi parenti chiedevano al personale medico e paramedico, e ai vigilantes presenti, di prestargli soccorso. Dall’altra parte, un infermiere dell’accettazione che ripeteva ai familiari che avrebbero dovuto portare il paziente presso il Pronto soccorso di Copertino, così come gli era stato indicato dal personale del 118, mentre il giovane, probabilmente spaventato e in preda a forti dolori, ripeteva che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare in tempo.
Questo lo scenario al quale hanno assistito sabato sera, dalle 20 alle 22, quanti si sono recati al Pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce per essere visitati e ricevere le prime e necessarie cure. È quanto emerge dal racconto di chi era in coda, e ha dovuto attendere per ore, dopo il triage, prima di essere visitato dall’unico medico disponibile per i codici verdi e bianchi. Ed è quanto si vede da un brevissimo video registrato con un telefonino da chi si trovava in sala d’attesa, inerme e sbigottito per quanto stava accadendo. Tra i pazienti, anziani e bambini, spaventati, agitati e alcuni addirittura in lacrime. Chi in preda all’ansia, chi invece ha provato ad avvicinarsi al ragazzo senza però sapere cosa fare, se non accarezzarlo nel tentativo di calmarlo. E poi chi ha assistito in silenzio, quasi inibito, così come hanno raccontato alcuni di loro, dalla presenza dei vigilantes, chiamati dal personale paramedico per sedare le rimostranze di quanti chiedevano un intervento immediato per il giovane riverso a terra, e rannicchiato su se stesso in posizione fetale.
Momenti di tensione e agitazione appianati solo dall’arrivo di una barella, dopo le 22, che ha permesso al ragazzo di essere accompagnato dal medico per essere visitato, prima che gli venisse applicata una flebo, e gli venisse somministrato un calmante. Un’attesa, secondo quanto hanno raccontato i presenti in coda al pronto soccorso, durata più di 40 minuti, prima che qualcuno accorresse in aiuto del ragazzo che si era presentato in ospedale già alle 21.40. Per uscirne poi, poco prima dell’una, dopo essere stato visitato anche in reparto.
Ma quello del 30enne, sabato scorso, non è stato l’unico caso di lunga attesa. Tanti i pazienti che hanno dovuto, per problemi meno gravi, hanno dovuto attendere diverse ore, dopo essere stati registrati in accettazione, prima di essere visitati. Una fra tutte la “disavventura” di una signora anziana, per sua sfortuna arrivata al “Vito Fazzi” alle 16.30, per un problema ad un ginocchio, e ritornata a casa ben oltre l’una di notte, dopo una radiografia.
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Mercoledì 19 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 20:11