Vaccini, centri nel caos, famiglie in coda per ore
200 pazienti al giorno

Vaccini, centri nel caos, famiglie in coda per ore
200 pazienti al giorno
LECCE - L’ansia da vaccino colpisce scuole e famiglie. Code nei centri vaccinazione della Asl di Lecce e genitori in fila per ore con i figli per mettersi in regola con il calendario vaccinale. Un fenomeno, quello della corsa alla vaccinazione o alla prenotazione, che si replica ogni giorno su tutto il territorio regionale e nazionale da quando la legge ha portato da quattro a dieci i vaccini obbligatori innalzando l’età sino a 16 anni. Il caos impera, nonostante la Regione e le Asl abbiano cercato di facilitare la vita delle famiglie e degli operatori sanitari in trincea su questo fronte. Salta la possibilità di ovviare alla presentazione della documentazione, almeno per i bimbi da zero a sei anni. Ieri a Bari è stata archiviata l’idea di incrociare gli elenchi degli iscritti nelle scuole con la banca dati dell’anagrafe vaccinale. I tecnici hanno pronunciato il niet per incompatibilità tra i formati utilizzati dalle scuole e quelli in uso alle Asl.
Rimane, quindi, la strada dell’autocertificazione o della certificazione l’unica da percorrere. Il succo della questione è semplice: la legge, fortemente voluta dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è stata pensata e approvata, ma sarebbe servita una valutazione attenta della capacità del sistema sanitario di recepirla. In affanno il personale medico e paramedico della Asl di Lecce, in servizio nei 13 centri vaccinazioni del Salento, per il gran numero di persone che ogni giorno chiedono certificati, prenotazioni o somministrazione di vaccini. Punte anche di 200 dosi al giorno, questa la media su cui si viaggia in questo periodo.
«Le file sono inappropriate». La secca affermazione è di Alberto Fedele, direttore dell’Ufficio igiene e sanità pubblica Area Nord della Asl di Lecce, e componente della Commissione regionale vaccini. Corto circuito nelle informazioni provoca il caos. Questa la causa delle file nei centri vaccinazioni.
«C’è gente che aspetta e non deve aspettare – puntualizza il direttore Fedele - perché le informazioni date nelle scuole non sempre sono corrette. Ci sono scuole che stanno chiedendo la copia vidimata del libretto delle vaccinazioni e in più anche l’autocertificazione. La circolare del Miur è chiara e non dovrebbe generare dubbi interpretativi. Al momento bisogna lasciare spazio ai piccolini visto che il 10 settembre scade il termine per la presentazione della documentazione richiesta e che, fra le altre, è necessaria per l’accesso a scuola».
Se la chiusura della trance che riguarda i piccoli da zero a sei anni è a un passo, c’è tempo sino al 31 ottobre per bambini e ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo. «C’è tempo – conferma Fedele –. Ora è opportuno lasciare spazio ai più piccolini la cui scadenza è vicina. Purtroppo il sistema di controllo incrociato tramite gli elenchi degli iscritti era quasi pronto, ma sono emerse difficoltà di carattere tecnico. Al momento il modo più semplice è quello delle autocerficazioni e delle attestazioni». Rimane il fatto che la calca c’è, ma all’orizzonte non ci sono ulteriori rinforzi del personale addetto anche se Fedele annuncia: «Stiamo valutando la possibilità di aperture straordinarie nel pomeriggio, ma non sono previste nuove assunzioni a tempo determinato che sono già state fatte quando abbiamo avuto l’ondata dovuta alla psicosi per la meningite. Tutte le farmacie, con qualche eccezione per qualcuno che non ha il collegamento in rete con la Regione, rilasciano un’attestazione gratuita che documenta la situazione vaccinale del bambino: è stata attivata un’apposita applicazione che permette al farmacista di sapere se il bambino è in regola».
E da lunedì toccherà ai dirigenti scolastici il non facile compito di negare l’ingresso a quei bambini che i genitori non hanno intenzione di vaccinare.
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Giovedì 7 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:40