Mafia, usura, rapine, estorsioni, droga: arrestati in 23, indagati in 83, tra cui 6 funzionari di banca. Sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro / TUTTI I NOMI

Professionisti, artigiani, imprenditori, commercianti e gente comune alla disperata ricerca di denaro liquido. Per non colare a picco. E con loro parvenu pronti ad indebitarsi per cambiare auto al livello di una Porsche Cayenne e mantenere un tenore di vita da jet set. Racconta questo - tra Lecce e Galatina - l’operazione “Twilight” della Direzione distrettuale antimafia: 23 le persone arrestate ieri mattina e 10 i milioni di euro in beni sequestrati.

L’attività, con il coinvolgimento di insospettabili bancari, alcuni dei quali arrestati, è contestata a tre gruppi ritenuti appartenenti alla Scu: Persano, Caroppo e Briganti. Nell’ambito di “Twilight” contestato pure lo spaccio di droga e un giro di prostituzione fra Lecce, Gallipoli e Santa Caterina con tariffe da 100 euro e selezione delle ragazze più belle.
L'operazione dei carabinieri denominata “Twilight" è scattata ieri mattina. Sono, come detto,  23 le persone destinatarie di una delle ordinanze di custodia cautelare, 22 in carcere e 1 agli arresti domiciliari. Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere di tipo mafioso”, concorso esterno in associazione di tipo mafioso finalizzata all’usura, all’estorsione aggravata, alle rapine, all’esercizio abusivo di attività finanziaria, al riciclaggio, alle truffe, allo sfruttamento della prostituzione, alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e altri reati. Altre 83 persone risultano invece indagate ed hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Fra queste ultime ci sono anche sei funzionari di banca.

Anche per altre 9 persone, comprese fra indagati, il sostituto procuratore Alessio Ciccioli della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, titolare delle indagini, aveva chiesto l'arresto, ma per loro la richiesta è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari Cinzia Vergine e quindi sono ora indagati a piede libero. Tra questi figurano proprio alcuni dei funzionari di banca coinvolti nelle indagini.

Nell’ambito dell’operazione, oltre agli arresti eseguti all'alba, c'è stato anche un sequestro preventivo di beni. Il Nucleo investigativo dei carabinieri ha proceduto all’esecuzione di sequestri preventivi riguardanti trentasei immobili (appartamenti, villette residenziali e terreni); quattro attività commerciali; un’autovettura; due società a responsabilità limitata; altrettante imprese individuali, circa trenta rapporti bancari per un valore, approssimato per difetto, di circa 10 milioni di euro.   
 
Le operazioni, coordinate dal Tribunale di Lecce, si sono svolte nelle province di Lecce, Roma, Brindisi, Foggia e  Pavia.
 
 

Di seguito i nomi dei 23 arrestati.

Giuseppe Bolognese, 44 anni, Lecce; Pasquale Briganti, detto Maurizio, 47 anni, di Lecce; Livio Biagio Carafa, 53 anni, di Nardò; Antonio Caroppo, 59 anni, nato a Lecce, residente a Castrì; Damiano Caroppo, 51 anni, di Lecce; Massimo Caroppo, 48 anni, di Lecce; Sergio Caroppo, 50 anni, di Lecce; Alessandro Fago, 45 anni, nato a Mesagne, residente a San Pietro Vernotico; Remigio Garrafa, 44 anni, nato a Bari, residente a Lecce; Mario Lonigro, 60 anni, di Lecce; Antonio Alvaro Montinari, 45 anni, di Lecce; Massimo Paladini, 54 anni, di Lecce; Gianfranco Pati, 56 anni, di Monteroni; Fabio Persano, 49 anni, di Lecce; Giuliano Persano, 57 anni, di Lecce; Maurizio Persano, 55 anni, di Lecce; Oronzo Persano, 58 anni, di Lecce (già detenuto); Stefano Persano, 43 anni, di Lecce; Giacomo Mario Profilo, 67 anni, di Campi Salentina(già detenuto); Lucio Riotti, 51 anni, nato a Lecce e residente a Carmiano; Luigi Sparapane, 58 anni, nato a Soleto e residente a Galatina; Ivo Venturi, 53 anni, nato a Torino e residente a Lecce.

Agli arresti domiciliari, invece, è andato Paolo Tamborino, 50 anni, nato a Maglie e residente a Roma.

Le indagini.

Le indagini dei carabinieri sono state coordinate dal sostituto procuratore Alessio Coccioli della Dda di Lecce e si sono avvalse anche delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alfredo Scardicchio. Il lungo e dettagliato lavoro di investigazione ha consentito di delineare contorni, appartenenze e attività illecite di un gruppo molto ben organizzato facente capo, secondo l'accusa, alla famiglia Persano, che si sarebbe dedicato alle attività dell'usura dei finanziamenti illeciti, e di una seconda organizzazione le cui attività sarebbero state guidate dalla famiglia Caroppo.

I due gruppi avrebbero svolto la loro attività in particolare grazie alla complicità dei sei funzionari di banche indagati nell'inchiesta. Di loro, due sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa e quattro di concorso esterno in riciclaggio. Si tratta, stando a quanto riferito in conferenza stampa dal procuratore di Lecce, Cataldo Motta, di direttori e vicedirettori di filiali di Credem, Unicredit e Banco di Napoli; quattro sono in servizio a Lecce e due a Bari, e a tutti è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo quanto indicato nell'ordinanza di custodia cautelare, i sei funzionari sono accusati di aver avuto accesso a informazioni di carattere privato delle loro banche e di averle divulgate ai componenti di tre gruppi criminali che in perfetto accordo, seppur in maniera separata, avevano messo su un giro usurario milionario a Lecce e Galatina. In particolare avrebbero fornito da un lato la disponibilità di ingenti somme di denaro e la copertura contro le normative antiriciclaggio, dall'altro informazioni riservate su clienti in difficoltà economica che così sarebbero diventati facili vittime del giro di usura. Oltre a numerosi riscontri bancari, gli investigatori hanno raccolto nel corso delle indagini anche le testimonianze di una ventina di vittime del giro usuraio.

Nel corso delle indagini, poi, magistratura e carabinieri hanno anche messo in luce l'esistenza e l'attività - collegata anche ai precedenti gruppi - di altri personaggi ritenuti esponenti di rilievo della Sacra corona unita, in particolare Pasquale Briganti (conosciuto come Maurizio) e Luigi Sparapane, operanti il primo nella zona di Lecce, l'altro in quella di Galatina.
 
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Martedì 29 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2016 17:33