Fiamme nel Parco regionale:
distrutta la macchia mediterranea

Fiamme nel Parco regionale:
distrutta la macchia mediterranea
Fiamme e una vasta coltre di fumo sul cielo di Santa Cesarea Terme da mezzogiorno fino al tardo pomeriggio di ieri, senza soluzione di continuità: la devastazione degli incendi è tornata a divorare il territorio della località termale, da anni ormai presa di mira da questo tipo di fenomeni che devastano l’area naturale incenerendo ettari di macchia mediterranea, incolto e pinete.
Il rogo si è sviluppato intorno alle ore 12.30 nelle zone verso l’uscita della città in direzione Porto Badisco-Otranto e si è propagato, spinto dal vento, anche all’interno del territorio comunale rientrante per buona parte nell’area del Parco regionale Otranto-Santa Maria di Leuca, finendo per lambire le campagne più prossime ai primi caseggiati.
Il fumo si è levato alto verso il cielo, coprendolo con una coltre grigia e dall’odore acre.
Immediato è stato l’intervento degli addetti allo spegnimento dei vigili del fuoco e dell’Arif, affiancati dalle forze dell’ordine, tra cui carabinieri, polizia stradale e polizia municipale. Gli operatori hanno lavorato per diverse ore, sotto il sole cocente e con il calore diffuso dalle fiamme, per avere ragione di un incendio che non voleva saperne di spegnersi.
Attive anche due squadre di volontari della protezione civile di Marittima che lavorano nell’ambito del servizio di avvistamento e primo intervento nell’area Parco naturale, un gruppo della protezione civile di Minervino e i volontari dell’associazione cittadina “Saracenum”.
Diversi anche i disagi per la circolazione dei veicoli: per tutto il tempo delle operazioni di spegnimento i carabinieri e la polizia stradale infatti sono intervenuti per bloccare il traffico sulla strada provinciale 358, cioè lungo la litoranea che collega Santa Cesarea terme a Otranto.
Circa 15 gli ettari di macchia mediterranea andati persi, compresi numerosi pini, situati a ridosso del polmone verde a nord della città e le aree verso il nuovo centro termale e i cosiddetti “Pim”. Ora, in questa fascia di Parco e di suolo comunale resta solo un paesaggio desertico, coperto dalla coltre nera di cenere e fuliggine che come una tetra pennellata ha devastato ettari ed ettari di vegetazione.
«Ogni giorno controlliamo il territorio e quasi quotidianamente dobbiamo fare fronte al fenomeno devastante degli incendi anche a Vitigliano e Cerfignano - dice Fabio Viva dell’associazione di volontariato Saracenum di Santa Cesarea Terme -. Nonostante il nostro impegno non riusciamo a domare questo fenomeno, quasi sicuramente c’è qualcuno che si diverte, è questo che ci viene da pensare. Alle istituzioni chiediamo maggiore aiuto per contrastare le fiamme. Ad oggi abbiamo mezzi acquistati con quote derivanti dalla nostra associazione e vorremmo un maggiore supporto da parte delle istituzioni anche per essere più pronti negli interventi».
Negli ultimi giorni altri due grossi incendi hanno interessato Santa Maria al Bagno e due pinete poste all’ingresso di Gallipoli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Venerdì 14 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 05:55