Rogo all'alba: forzano l'ingresso di un negozio e appiccano il fuoco

Rogo all'alba: forzano l'ingresso di un negozio e appiccano il fuoco
TAVIANO - Se si tratti di un gesto intimidatorio o di un tentativo di furto degenerato in un  atto vandalico del tutto “gratuito” è ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Taviano diretti dal maresciallo Massimo Di Maio. Di certo, intorno alle 4 del mattino, uno o più malviventi hanno forzato una porta d'ingresso posteriore e si sono introdotti nei locali del negozio di giocattoli e  cartoleria “Wordplay” di proprietà di P.A.R. in via Immacolata nel centro storico di Taviano. Forse gli ignoti hanno cercato denaro e non ne hanno trovato, forse la loro intenzione era proprio quella di lanciare alla proprietaria un chiaro avvertimento, fatto sta che al termine del blitz, prima di allontanarsi, hanno appiccato il fuoco a del materiale cartaceo e a qualche bambola di pezza di cui l’attività è fornita probabilmente con un accendino (non sono state infatti rinvenute tracce di liquido infiammabile).

L'incendio ha attirato fortunatamente l'attenzione di alcuni residenti che hanno subito avvisato i militari e i vigili del fuoco. Il rogo è stato domato in poco tempo e ha provocato l'annerimento delle pareti e la distruzione di una piccola quantità di merce, in particolare giocattoli in plastica danneggiati dal calore. I danni complessivi (tra merce e problemi strutturali) ammonterebbero a circa 20mila euro, comunque non coperti da polizza assicurativa. Le indagini da parte degli uomini dell’Arma sono in corso anche utilizzando eventuali immagini riprese da qualche circuito di videosorveglianza piazzato nella zona. Ogni elemento potrebbe essere utile per risalire all’identità dei responsabili. La titolare non ha fornito particolari indizi, né ha riferito di richieste estorsive. Se venisse però, in seguito, confermata l’ipotesi dell’attentato, è chiaro che la vicenda assumerebbe contorni più preoccupanti e misteriosi. Il fatto però che si siano intrufolati dal retro del negozio, non esclude però la possibilità che il loro obiettivo primario era il furto, trasformatosi poi in altro.
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Martedì 18 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 18:14