Proibito urlare o schizzare i passanti: sì al Regolamento "anti-maleducati"

Una panoramica della città
Avete pensato di scrivere un “ti amo” sull’asfalto per la vostra fidanzata? O di incatenarvi ai cancelli di qualche ente pubblico per protesta? O, ancora, volete dare l’acqua a una piantina di geranio che abbellisce il vostro balcone? Fate molta attenzione perché potreste disturbare il vostro vicino o i passanti e incorrere in multe salatissime. Inchiodata in fondo a tutte le classifiche per la qualità della vita, Lecce si dà nuove regole per migliorare il benessere dei suoi abitanti, «la civile convivenza e la sicurezza». Il Consiglio comunale ha infatti approvato una manciata di giorni fa le nuove “Norme per la sicurezza urbana e per la qualità della vita”, aggiornando così – spiega il comandante della Municipale, Donato Zacheo - «un regolamento del 1964, ormai troppo vecchio e distante dalla realtà cittadina. Questo è di facile consultazione e individua quelli che sono i problemi quotidiani della città, per regolare al meglio la convivenza civile e la sicurezza, che attiene spesso alle piccole cose, dai rumori nei quartieri al decoro».
 
Divieto di «schizzare», di «giocare per strada», di «sedersi o sdraiarsi sui marciapiedi», di «arrampicarsi sulle inferriate» o di «incatenarsi ai cancelli», di stendere i panni o sbattere i tappeti fuori dal balcone: sono questi alcuni dei comportamenti vietati dalla nuova norma. E i trasgressori rischieranno multe salatissime, variabili - in base alla violazione commessa - dai 50 ai 580 fino a oltre 3.000 euro. A sfogliare le 27 pagine del nuovo Regolamento si scopre quindi che è vietato «imbrattare edifici pubblici o privati», manomettere o sporcare panchine, fontanelle o segnaletica. Ma è anche proibito «arrampicarsi sui monumenti, sui pali, sugli arredi o le inferriate», come è vietato «legarsi e incatenarsi ad essi». Guai, poi, a giocare per strada, all’aperto o sotto i portici se «si crea disturbo, intralcio o pericolo per sé o per gli altri». Vietato lavarsi alle fontane pubbliche – le pochissime rimaste in città – o farci bere il cane.
Leccesi e turisti sono avvisati: non ci si può sedere o sdraiare «per le strade, nelle piazze, sui marciapiedi, sotto i portici, ostruendo le soglie degli ingressi». E non si può, ancora, «ostruire con veicoli o altro gli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli di persone invalide», norma di civiltà troppo spesso violata in una città ormai esasperata dalla fame di parcheggi. Vietato far esplodere petardi – e si vedrà, quindi, durante le prossime feste cosa comporterà l’applicazione della nuova norma – e «accendere fuochi o gettare oggetti accesi nei luoghi di passaggio».
Non si potranno innaffiare i fiori, provocando «uno stillicidio sulla strada» o pulire «tappeti, stuoie, letterecci, stracci o tovaglie». Tenete pulite le targhette del citofono e dei numeri civici o potrete incappare in una multa dai 50 ai 300 euro.
Gli amanti della velocità sono avvisati: correndo lungo i viali non solo rischiano la multa per eccesso di velocità, ma anche quella per infrazione del “divieto di schizzare”. «In presenza di pozzanghere, fanghiglia o neve fradicia sulle strade – è scritto nel Regolamento - i conducenti di veicoli dovranno tenere un comportamento tale da evitare in qualunque modo di bagnare o sporcare di fango» chi attraversa o passa lì vicino. Chi vorrà visitare una chiesa o un qualsiasi altro luogo di culto, dovrà abbigliarsi adeguatamente o sarà multato. E gli amanti degli animali sappiano che potranno essere sanzionati se daranno da mangiare e da bere a cani e gatti randagi o ai piccioni. Schiamazzi e musica ad alto volume proibiti da mezzanotte alle 7 in inverno e dall’una alle 7 in estate. È vietato suonare anche in casa propria, se non è insonorizzata, dalle 12 alle 15 e dalle 21 alle 9.
Piccola nota per chi, esasperato da tante regole, volesse far sfogare il suo spirito di trasgressione aprendo un sexy shop: «Gli articoli erotici si potranno vendere soltanto in negozi con un adeguato livello “di riservatezza”» e che si trovino «ad almeno 200 metri da scuole, luoghi di culto e cimiteri».
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Martedì 29 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 18:48