Nomine alla Sgm prima delle urne: è nuovo scontro

Nomine alla Sgm prima delle urne: è nuovo scontro
Provvedimenti inopportuni e politicamente inaccettabili», per Antonio Rotundo. «Mistificazione della realtà», per il sindaco Paolo Perrone.
Il consigliere comunale uscente del Partito Democratico, Rotundo, prosegue nel suo impegno di opposizione a Palazzo Carafa e denuncia l’ultima azione amministrativa del sindaco Paolo Perrone. Il primo cittadino, infatti, con decreto di nomina dell’8 giugno scorso - a tre giorni dal voto per le amministrative - ha nominato per i prossimi tre anni, i componenti del Collegio sindacale e Giovanni Peyla quale componente del consiglio di amministrazione della Sgm fino al 2018. 
«Perrone fa le nomine ad Sgm in zona cesarini - sottolinea Rotundo - E fino alla fine continua l’occupazione di ogni posto di sottogoverno». Suonano infatti singolari le nomine a poche ore dalla chiamata alla urne oltre al fatto che in questo modo il primo cittadino sceglie già per la prossima amministrazione comunale. 
Il decreto sindacale, si legge nel testo (numero 25 dell’8 giugno 2017), conferma Gianni Peyla - già presidente della Sgm - quale componente del consiglio di amministrazione della Sgm società a gestione multipla per il triennio 106-2018 al fine di allineare - si legge - la scadenza dell’intero consiglio di amministrazione ad un’unica data che viene individuata con quella che prevede la scadenza dell’incarico degli altri due membri del consiglio di amministrazione che erano già stati nominati in passato con decreto sindacale del gennaio 2016.
Per quanto riguarda gli emolumenti che spettano al consigliere di amministrazione, questi saranno determinati dall’assemblea della Sgm così come previsto dallo statuto della società in house. 
«Si tratta di provvedimenti non solo inopportuni ma politicamente inaccettabili - denuncia Rotundo - correttezza amministrativa avrebbe infatti richiesto di demandare alla nuova amministrazione scelta dagli elettori il compito di fare le nuove nomine. Ma chi in questi anni ha considerato la casa comunale cosa propria, - è questa una delle conseguenze devastanti della prolungata assenza di alternanza - evidentemente non avverte la funzione di governo al servizio degli altri e della cittadinanza, ma come strumento di potere per sé e per la propria parte politica», prosegue il consigliere. 
Secondo Rotundo infatti non sussisteva la necessità di avviare con urgenza un tale provvedimento «che giustificasse tali nomine prima del voto se non quella di voler occupare a tutti i costi quei posti confermando in questo modo i componenti che lo stesso Perrone aveva scelto nel luglio 2014. Anche da questa vicenda viene la conferma che l’aria che si respira a Palazzo Carafa è da ultimi giorni dell’impero - conclude Rotundo - da qui la necessità non più rinviabile dell’alternanza di governo quale miglior antitodo per rigenerare la democrazia da concezioni e pratiche amministrative deteriori e logorate».
 
Non ci sta alle accuse, il sindaco Paolo Perrone che accusa Rotundo di mistificare la realtà: «Avrei potuto nominare 4 componenti di indicazione comunale del Cda della Sgm e per la durata di tre anni. Invece, proprio perché sono in scadenza di mandato, ho preferito limitarmi a confermare solo un unico membro del Cda per consentire al Consiglio stesso di svolgere regolarmente le proprie funzioni». Un provvedimento grazie al quale fa notare Perrone il Consiglio di Amministrazione passa da 7 a 5 membri, con un evidente risparmio per la Sgm e per il Comune. «Se avessi utilizzato appieno le mie prerogative - prosegue Perrone - e non avessi avuto la sensibilità di lasciare le scelte alla prossima amministrazione avrei potuto nominare quattro consiglieri per tre anni invece di un consigliere confermato per solo un anno e mezzo. È del tutto evidente, dunque, che il tentativo di Rotundo di suscitare clamore per il provvedimento adottato dall’Amministrazione sia del tutto fuori luogo e privo di ragionevoli e opportune giustificazioni, se non quello di mirare ad una strumentalizzare a fini elettorali. Invece questo mi permette di specificare che, anche in questo caso, mi sono regolato per il bene della città - consentendo a Sgm di risparmiare - e che ho agito nel rispetto del ruolo e della responsabilità istituzionale conferitami legata alla scadenza del mandato elettorale». 
[SIGLA]F.Soz
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Martedì 20 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:42