L'ambulanza gira a vuoto? Colpa del Gps
in tilt e delle mappe non aggiornate

L'ambulanza gira a vuoto? Colpa del Gps
in tilt e delle mappe non aggiornate
Le mappe gps non aggiornate mandano in tilt le ambulanze e i corrieri per le spedizioni. La fiducia nella tecnologia non sempre è ben ripagata, specie se i disguidi possono costare minuti preziosi per gli interventi d’urgenza a favore della vita umana. L’ultimo caso è accaduto a Maglie, lunedì scorso. L’ambulanza chiamata per soccorrere una paziente colta da un problema cardiaco, non è riuscita a trovare tempestivamente l’indirizzo di casa, a causa della mancata segnalazione sui portali gps del nome della strada. Il caso è stato segnalato dal consigliere di Città Libera, Antonio Giannuzzi, presente sul posto: «Si sommano i problemi della scarsa accuratezza delle mappe - ha dichiarato - a quelli della toponomastica stradale: le autoambulanze sono costrette a cercare i nomi delle strade, che non ci sono, tra divieti e parcheggi, regolari e non. In via Adamuccio angolo via Sant’Andrea (vicino la Villa Tamborino) i soccorritori hanno dovuto fare più giri, ritardando l'intervento. È da tempo che arrivano segnalazioni riguardanti la viabilità e la toponomastica in quella particolare zona di Maglie, ma il problema è più ampio di quanto si pensi». 

Per tamponare le emergenze si cerca di intervenire con l’esperienza degli autisti delle autoambulanze e con il buon senso, ricorrendo al sistema collaudato della richiesta a voce, rivolta ad un passante o ad un vicino. La ricerca dell’indirizzo giusto nell’epoca della tecnologia non può però prescindere dall’uso delle mappe satellitari, ormai utilizzate per raggiungere luoghi distanti anche pochi chilometri e considerate affidabili al 100%. In realtà non è così e molto dipende dall’attenzione degli utenti che dovrebbero segnalare le disfunzioni ai principali gestori delle mappe, specie se vengono utilizzate per lavoro o per ricerche urgenti. 

Sempre a Maglie, una delle piazze di periferia a maggiore densità di popolazione, con numerosi condomini, non è presente online: piazza Bachelet, all’interno della zona 167, abitata da oltre un migliaio di persone, risulta inesistente sia per i computer di bordo delle auto, che per gli smartphone più moderni. Denunce e segnalazioni che iniziano a essere una costante e che si allargano all’intero Salento, non solo per le emergenze, ma anche per gli aspetti più comuni, come il ricevimento di lettere e pacchi. Le Poste, nonostante la recente fase di assestamento che ha portato al cambio delle zone di recapito servite a giorni alterni, riescono a far fronte al problema affidandosi al giudizio del personale che cerca di limitare i danni servendosi ancora dei vecchi stradari, oppure informandosi sul posto confidenzialmente con i residenti. I disguidi però (e le perdite di tempo) non mancano lo stesso a causa della toponomastica antiquata, delle strade non rinominate, dei numeri civici sbagliati. Meno organizzati e costretti alla rincorsa dell’indirizzo, sono i corrieri privati che devono fare i conti, da un lato, con l’approssimazione delle mappe satellitari, dall’altro con la lotta contro il tempo per la consegna: alla fine sono tanti i pacchi rispediti al mittente per “indirizzo non esistente” con buona pace dei grandi siti di ecommerce, preparati su tutto meno che sull’inadeguatezza delle informazioni che arrivano dal cielo, tanto da far crescere il pensiero che anche in questo il Mezzogiorno sia un passo indietro rispetto al resto del Paese. A meno che non ci si riduca, come suggerito da qualcuno, a dare direttamente le coordinate geografiche come fanno i naufraghi alla deriva in mezzo al mare.
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Venerdì 21 Ottobre 2016 - Ultimo aggiornamento: 01:00