Mafia e usura, scacco al clan: 37 arresti. Preso anche ex vice sindaco

Non è la mafia 2.0. Quella che vorrebbe mettersi dietro ad una scrivania per investire i guadagni di anni di gestione del mercato della droga nell’edilizia, nel turismo, nelle società di security e nelle finanziarie. Non è la mafia che ha represso l’indole gangsteristica per mantenere a distanza microspie, intercettazioni e blitz.
L’impronta è quella della Sacra corona unita con radici che affondano alle prime spartizioni del territorio del Salento. E’ la Scu del clan Coluccia. Droga, tanta: fornitore unico, il clan. Ed i clienti vengono fidelizzati - dice questo l’inchiesta della Procura (con il pubblico ministero Roberta Licci applicata alla Direzione distrettuale antimafia) e dei carabinieri - con la consegna di una zona in cui tagliarsi una fetta di mercato per piazzare cocaina, marijuana, hashish ed eroina. Armi: nel blitz della notte scorsa sono state trovate quattro pistole, di cui una con il silenziatore innestato. Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati sequestrati tre fucili ed ancora una pistola. E poi rapine nei supermercati, furti di macchine per bussare denari per la restituzione (il così detto cavallo di ritorno), truffe agli ipermercati con l’acquisto di decina di migliaia di merce non pagata ed infine il tentativo di mettere sotto estorsione un paio di imprese. Anche quella delle slot machine dei fratelli De Lorenzis, sotto processo, questi ultimi, con l’accusa di mafia.
Si chiama “Contatto” l’operazione che ha visto 37 persone finire in carcere ed ai domiciliari. Che diventano 38 perché c’è anche un arresto in flagranza (non contemplato nell’ordinanza)- E, poi, tre colpite da misure interdittive (un carabiniere, un poliziotto municipale ed una poliziotta penitenziaria), sette dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dieci indagate a piede libero. Fra queste anche un politico: Luciano Magnolo, 38 anni, di Sogliano Cavour, dove ha ricoperto le cariche di vicesindaco con delega ai Servizi sociali fino alle dimissioni di giugno scorso.
Risponde di concorso nell’associazione mafiosa, Magnolo. La Procura sostiene che abbia fatto avere dei sussidi alle famiglie degli affiliati al clan, forzando le procedure. Il giudice per le indagini preliminari della misura, Edoardo D’Ambrosio, tuttavia non ha condiviso questa ipotesi. Magnolo è inoltre accusato di aver fornito occupazione agli indagati che si trovavano ai domiciliari, per consentire loro di ottenere i permessi per recarsi al lavoro. C’è di più: le intercettazioni telefoniche, il suo ascolto come persona informata sul pestaggio subito per strada e sul danneggiamento di una sua auto, hanno messo in rilievo due verità agli antipodi: se ai carabinieri nega di essere stato picchiato e che alla sua macchina fossero stati fatti danni per oltre 2.000 euro, nelle intercettazioni ne discute invece a lungo spiegando anche i moventi. Punti per aver fatto attendere troppo a lungo la madre di un indagato, in attesa di un posto di lavoro. Chi picchiò Magnolo venne poi schiaffeggiato dagli uomini del clan: «Quello è intoccabile perché gli manda diecimila euro al mese a Michele», ha sostenuto in una intercettazione uno dei principali indagati, Antonio Cianci.



I nomi
In carcere:
1. ANTONACI Giuseppe inteso Castieddru o Castello, 1964 di Sogliano Cavour
2. BALLARINO Alexsander, 1992 di Sogliano Cavour
3. BLAGO Salvatore, 1978 di Sogliano Cavour
4. CANDIDO Massimo, 1973 di Cutrofiano
5. CIANCI Vincenzo Antonio, 1985 di Sogliano Cavour
6. COSTA Leonardo inteso Musichedda, 1962 di Corigliano d’Otranto
7. DE MATTEIS Daniele inteso Panna e Fragola, 1984 di Lecce
8. DE PAOLIS Gabriele Antonio, 1976 di Galatina Fraz. Noha
9. DE PAOLIS Pantaleo, 1969 di Cursi
10. DE SIMONE Paolo inteso Paulu de lu moru, 1970, di Sogliano Cavour
11. EPIFANI Giordano, 1975, di Cutrofiano
12. FRASSANITO Rosario inteso Pilone, 1969 di Sogliano Cavour
13. GUGLIERSI Marco, 1977 di Galatina
14. GUGLIERSI Pasquale inteso Zoppo, 1980 di Galatina
15. LONGO Rocco, 1967 di Sogliano Cavour
16. MENGOLI Paolo inteso zio Pati, 1963 di Cutrofiano
17. PEPE Marco, 1985 di Surbo
18. PISCOPO Danilo, 1980 di Cutrofiano
19. SOLOMBRINO Salvatore inteso Schiattoddra, 1956 di Castrignano de’ Greci
20. STAMPETE Giuseppe, 1967, di Cursi

Ai domiciliari
21. BOTRUGNO Simone, 1991 di Galatina
22. CARECHINO Pierluigi, 1977 di Sogliano Cavour
23. CARLUCCIO Cristian, 1987 di Lecce
24. CASCIONE Ivano inteso Sciallone, 1980 di Sogliano Cavour
25. DELL’AVVOCATA Domenico, 1993 di Cutrofiano
26. DE MATTEIS Giuseppe inteso trattorista grande, 1987 di Corigliano d’Otranto
27. DE MATTEIS Luigi inteso trattorista piccolo, 1983 di Galatina
28. EPIFANI Francesco inteso Checco, 1973 di Galatina
29. ICARO Andrea inteso Attila, 1980 di Cutrofiano
30 LUBELLI Rudy, 1990 di Lecce
31. MAGNOLO Luciano Biagio, 1979 di Sogliano Cavour
32. MARZO Luca, 1975 di Corigliano d’Otranto
33. MENGOLI Arcangelo inteso Cutarino, 1988 di Scorrano, ma domiciliato a Milano
34. MONREALE Andrea Ignazio, 1986 di Sogliano Cavour
35. PAGLIALONGA Cosimo inteso Pallunaru, 1954 di Collepasso
36. PEDONE Emiliano, 1976 di Sogliano Cavour
37. VECCHIO Antonio inteso Capoccione, 1981 di Sogliano Cavour

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
38. MAGGIO Maurizio, 1993 di Sogliano Cavour
39. MAGNOLO Carmela, 1964 di Sogliano Cavour
40. FRASSANITO Lorenzo, 1969 di Sogliano Cavour
41. NUCIDA Antonio Rosario inteso Trottola, 1990 di Corigliano d’Otranto
42. PERRONE Giancarlo, 1980 di Cutrofiano
43. PICA Marco inteso Picaciù o Dragon Ball, 1979 di Sogliano Cavour
44. DONNO Sandro, 1973 di Sogliano Cavour

Sospensione temporanea dal pubblico ufficio
45. Piero Tramacere, appuntato scelto dei Carabinieri
46. Laura Gemma, agente della Polizia Penitenziaria
47. Luigi Antonaci, vigile Urbano del Comune di Sogliano Cavour

Luciano Biagio Magnolo, nelle vesti di vice sindaco e assessore del Comune di Sogliano, risponde di concorso esterno in associazione mfiosa. Sarebbe stato lui ad assicurare al clan posti di lavoro, nonchè i sussidi alle famiglie degli affiliati. È agli arresti domiciliari. Bagnolo è attualmente consigliere comunale. La misura interdittiva dalla sospensione dai pubblici uffici è stata applicata a Piero Tramacere, appuntato scelto dei carabinieri; Luigi Antonaci, vigile urbano di Sogliano; e a Laura Gemma, poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Lecce.
 
 

Origini dell'indagine
L’attività investigativa, nata da una sistematica repressione di alcuni delitti verificatisi nel territorio della Compagnia di Maglie, in particolare rapine ed estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno”, parte il 27.02.2013 quando BALLARINO Alexander e altri 4 soggetti, originari di Cutrofiano, Sogliano Cavour e Corigliano d’Otranto, venivano tratti in arresto nella flagranza di reato per tentata rapina in danno di un supermercato di Corigliano d’Otranto. Le successive indagini hanno poi permesso di individuare un gruppo di 6 soggetti, capeggiati da CIANCI Vincenzo Antonio, individuato quale responsabile della consumazione di almeno sei rapine in danno di esercizi commerciali, avvenute tutte nell’hinterland Magliese dal 05.02.2013. Successivamente il 09.07.2013, MAGNOLO Carmela, madre di CIANCI Vincenzo Antonio, veniva tratta in arresto nella flagranza di reato poiché trovata in possesso di gr. 50 gr. di cocaina ed oltre 1.200 gr. di Marijuana. Anche in questo caso sono state attivate indagini che hanno consentito preliminarmente di accertare la correità nella detenzione e nello spaccio della sostanza stupefacente rinvenuta, anche da parte di CIANCI Vincenzo Antonio e BALLARINO Alexander, facendo così emergere che i principali indagati MAGNOLO Carmela, CIANCI Vincenzo Antonio e BALLARINO Alexsander, gestivano una organizzazione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente, il cui ruolo di leader era ricoperto da CIANCI sotto la protezione della madre MAGNOLO Carmela.
Già in quel contesto è emersa da subito l’esistenza di un collegamento tra la malavita di Galatina – Noha ed il gruppo di Sogliano Cavour per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti, attraverso il canale “Coluccia”.

L'associazione mafiosa
E’ emersa una vera e propria struttura associativa di tipo mafioso con al vertice la famiglia Coluccia di Noha – Galatina. L’ascolto delle conversazioni telefoniche ed ambientali ha permesso di ricostruire, nell’ambito dell’associazione, il ruolo ricoperto da Cianci Vincenzo Antonio e Massimo Candido nonché quello di Gugliersi Pasquale inteso “Zoppo”, Gugliersi Marco, De Paolis Antonio Gabriele, PERRONE Giancarlo, Longo Rocco, Epifani Giordano, Epifani Francesco, Piscopo Danilo.
La segretezza del vincolo, un costante stato di omertà e solidarietà, la forza d'intimidazione del vincolo associativo, il rispetto per il vincolo gerarchico, il metodo mafioso nelle ritorsioni, il mantenimento dei detenuti affiliati e delle loro famiglie sono tutti aspetti emersi e abbondantemente documentati durante questa attività d’indagine.

In particolare è da evidenziare:
- il sostentamento dei sodali nei confronti degli associati detenuti con precedenti per 416 bis, attualmente reclusi;
- la struttura verticistica dell’organizzazione. Infatti, a seguito dello scontro tra il gruppo di Sogliano Cavour capeggiato da Cianci e quello di Cutrofiano capeggiato da Epifani Giordano, entrambi si sono rivolti ai cugini Gugliersi Pasquale e Marco. I cugini Gugliersi ricoprono il ruolo di referenti diretti della famiglia Coluccia, e da loro ricevono ordini e direttive per i vari responsabili delle locali piazze, come il caso di Cianci per Sogliano Cavour. La loro posizione all’interno dell’associazione la si percepisce sia dal timore che Cianci ha dimostrato prima dell’incontro con Pasquale, sia perché in più circostanze è evidente che i Gugliersi di Noha decidono cosa fare e dirimono le varie controversie che si vengono a creare tra i vari gruppi. All’incontro per dirimere la questione tra Cianci e gli Epifani partecipa, tra gli altri, anche Gabriele Antonio De Paolis (genero di uno degli esponenti del clan Coluccia), e anche lui con precedenti per 73 DPR 309/90 ed estorsione e ricopre un ruolo di vertice rispetto ai Gugliersi;

- la protezione di ogni singolo gruppo da parte del clan di riferimento. Nei territori dei comuni di Cutrofiano, Sogliano Cavour ma anche Scorrano e Corigliano d’Otranto in cui avvengono le illecite attività di spaccio di sostanza stupefacente e di estorsione sotto forma di pizzo, e la protezione consisterebbe nel pagamento di una somma di denaro per avere in cambio protezione da parte dei sodali in caso di controversie/problemi;

- violenza e modalità mafiose nelle ritorsioni; è stato accertato che il gruppo per chiedere la restituzione di soldi da parte di debitori di denaro per droga usava spesso metodi e modalità analoghe anche nei confronti di chi non si “calava” nei confronti degli associati. Non solo, vi è anche l’avvertimento ad un centro scommesse di Galatina, quando furono posizionati cinque proiettili calibro 9 parabellum dinanzi all’entrata del locale, azione posta in essere materialmente da Cianci e Candido su mandato di De Paolis e Perrone, o anche la richiesta a CIANCI di punire ANTONACI, suo uomo;

- il controllo del territorio nel senso di controllo della comunità mediante il suo insediamento nel territorio. Quindi controllo del territorio nelle varie aree territoriali che i gruppi SCU si sono "spartiti". Nei diversi ambiti territoriali, infatti, operano nel settore del crimine ed in particolare nelle tipologie delittuose che formano i diversi "rami" delle "aziende malavitose" (droga, estorsioni, rapine, ecc .) solo gli affiliati o i soggetti "autorizzati" dal gruppo egemone, pena la inevitabile ritorsione o l'azione dimostrativa anche di particolare gravità (a carico di persone o cose). Spartizione del territorio nel traffico di sostanza stupefacente. Ogni singola zona è gestita da un gruppo in modo autonomo e che per ogni gruppo vige l’obbligo di corrispondere una “tassa” per il diritto di spaccio di sostanza stupefacente in una determinata piazza. Si fa infatti riferimento ad una cifra pari a circa 5.000 euro per ogni piazza (comune di Maglie). Emerge come a Sogliano Cavour il responsabile è CIANCI Vincenzo Antonio, a Cutrofiano è Giordano Epifani, mentre a Corigliano d’Otranto il responsabile è Leonardo COSTA (CIANCI chiede a GUGLIERSI di poter entrare nel mercato a Corigliano ma Pasquale gli dice chiaramente che lui non può fare niente, che COSTA è uomo dei COLUCCIA e quando uscirà deciderà lui cosa fare).
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Martedì 5 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 06-09-2017 12:40