Salvato dall'ex, poi arrestato per stalking: si impicca in cella

Salvato dall'ex, poi arrestato per stalking: si impicca in cella
Un suicidio quasi annunciato. Una morte trovata nella sua cella la scorsa notte dopo il tentativo di uccidersi sventato appena una settimana fa dalla ex compagna, sul tetto della palazzina della donna, al termine dell’ennesimo litigio. Propositi suicidi che hanno purtroppo prevalso sulla ragione spingendo un 47enne salentino a compiere l’estremo gesto.
L'ennesima storia di stalking e maltrattamenti ha un copione differente dalle altre. Perché in questo, chi si è tolto la vita era anche chi ricopriva il ruolo del “cattivo”. L'uomo – L.C. le sue iniziali, di Cutrofiano – infatti, era stato ristretto appena pochi giorni fa per avere violato il divieto di avvicinamento alla sua ex, che già lo aveva denunciato per atti persecutori.
La tragedia si è consumata la notte scorsa nel carcere di Grosseto, dove il 47enne era stato recluso dopo essere stato arrestato dalla polizia.
A diffondere la notizia della morte del salentino è stato il Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) della Toscana, per voce del segretario nazionale Pasquale Salemme.
Il salentino, che in passato era già stato ristretto per altri reati presso la casa circondariale maremmana, durante il giro di controllo, intorno alle 3, era stato notato sul letto da una guardia carceraria. Sembrava dormisse, ma non era così. Appena passata la ronda notturna, infatti, il salentino ne avrebbe approfittato per uccidersi, impiccandosi alle grate della finestra con le lenzuola in dotazione ai detenuti. Un quarto d'ora dopo, la scoperta del dramma: per L.C. non c'era ormai più nulla da fare.

Il salentino era stato arrestato giovedì scorso. Non rassegnatosi alla fine della relazione sentimentale con la sua ex compagna, aveva deciso di raggiungere Grosseto per parlarle, attendendola sotto la sua abitazione. Come preannunciato via sms al figlio adolescente - «vengo a Grosseto per farla finita» - aveva quindi tentato il suicidio sul terrazzo della palazzina della donna, impiccandosi con una corda che aveva al seguito.
A salvarlo era stata proprio la madre di suo figlio che, utilizzando un coltello, aveva reciso il cappio che lo stava uccidendo. E con la quale, una volta ripresi i sensi e riacquistate le forze, era tornato immediatamente a litigare, prima che arrivasse la polizia e lo arrestasse per avere violato gli obblighi impartiti dal giudice.
Il segretario nazionale del Sappe, Pasquale Salemme, ha sollecitato «un’ispezione ministeriale» nel carcere grossetano. Nella stessa casa circondariale dove intanto è stata avviata un'indagine interna, per fare piena luce sulla morte del 47enne salentino, il cui suicidio annunciato, purtroppo, nessuno è riuscito ad evitare.









 
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Mercoledì 21 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 22-09-2016 17:13