«Comune estraneo all’Antiracket». Monosi in Cassazione

«Comune estraneo all’Antiracket». Monosi in Cassazione
Non si chiude con il pronunciamento del Riesame la vicenda antiracket per Attilio Monosi: l’ex assessore annuncia di voler far ricorso in Cassazione «per salvaguardare la mia immagine di padre, di uomo e di professionista». I giudici avevano respinto la richiesta della Procura di disporre gli arresti domiciliari per Monosi; ma allo stesso tempo avevano ribadito la necessità di mantenere l’interdizione per un anno dai pubblici uffici. Per questo Monosi non ci sta. E si gioca una nuova carta. «Continuo a prendere nettamente le distanze dell’associazione Antiracket, in quanto l’aspetto che coinvolge l’amministrazione comunale è ben lontano dai fatti per cui la stessa associazione è chiamata a rispondere. Ho atteso il verdetto del Riesame per ribadire la mia estraneità dai fatti, residuando il non aver denunciato subito l’errato pagamento disposto dall’ufficio patrimonio. Liberatomi dalla grave accusa di peculato - prosegue Monosi - pur continuando ad avere piena fiducia nel lavoro della magistratura, non posso, a tutela della mia immagine, della mia integrità morale nonché degli insegnamenti che ho sempre dato ai miei figli, non salvaguardare in tutti i modi consentiti dalla legge la mia immagine di padre, di uomo e di professionista. Per tutto questo ho dato mandato ai miei avvocati Luigi Covella e Riccardo Giannuzzi affinché ricorrano in Cassazione per ottenere l’annullamento dell’interdizione».
Spetta infatti alla Corte di Cassazione l’ultima parola sulle decisioni prese l’altro ieri dai giudici del Riesame in merito alle esigenze cautelari degli indagati nell’inchiesta sulla presunta truffa con i fondi destinati all’associazione Antiracket.
 
Oltre alla posizione di Monosi, i giudici avevano valutato anche quelle di altri indagati. E avevano disposto due nuovi arresti: quello dell’imprenditore Giancarlo Saracino, 64 anni, e dell’avvocato Marco Fasiello, 39 anni, entrambi di Lecce. Per conto dei due indagati, i difensori (rispettivamente gli avvocati Andrea Conte e Luigi Rella) presenteranno un ricorso presso la Suprema corte, nel tentativo di ribaltare la decisione che i giudici leccesi hanno reso nota l’altro ieri. Nel frattempo, in ogni caso, i due rimangono liberi.
Saracino, Fasiello e Monosi, come detto, non saranno gli unici a tentare una nuova strada per cercare di far valere le proprie ragioni, almeno in questa fase. È probabile che per alcune posizioni (tra cui proprio quella dell’ex assessore) lo faccia anche la Procura. La stessa strada potrebbe essere seguita per Serena Politi, la 39enne di Carmiano segretaria dell’associazione Antiracket, nei cui confronti il Riesame aveva rigettato la richiesta di arresto avanzata dai sostituti procuratori Roberta Licci e Massimiliano Carducci.
L’inchiesta si concentra sulla presunta truffa (da centinaia di migliaia di euro) operata dalla responsabile dell’associazione “Antiracket Salento” Maria Antonietta Gualtieri, accusata di aver gestito in maniera illecita i fondi destinati all’associazione. Il coinvolgimento di Monosi riguarda i lavori effettuati dalla Saracino Costruzioni alla sede dell’Antiracket di via De Simone: lavori che il Comune ha pagato alla ditta, nonostante i fondi dovessero arrivare dal Ministero.
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Lunedì 19 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-06-2017 20:24