«Vota Pia», le femministe scrivono alla candidata che non c'è

Hanno deciso di scrivere alla "candidata che non c'è", trovandole anche un nome, Pia Uto, anagramma di utopia. Autrici della lettera aperta sone le attiviste della “Casa delle donne”, federazione di associazioni femminili e femministe del Salento, che ha voluto indirizzare a lei e alla città il suo messaggio.

«Cara Pia Uto - scrivono - grazie per aver messo nel tuo programma da candidata Sindaca di Lecce le cose che hai capito di Noi. Hai capito - prosegue la lettera - che lo spazio di una città non è solo quello nel quale abitiamo, ci muoviamo, viviamo. La dimensione urbana si nutre anche di spazi simbolici e sociali. Elementi che si amplificano nel vissuto del femminile».
 

«Hai capito - prosegue la lettera - quanto importante sia portare la visione delle politiche femministe dentro le logiche del potere maschile e di quanto la politica non sia la forzatura, spesso solo di circostanza, delle quote rosa. Brava!»
Nella lettera si parla anche di conciliazione, ovviamente: «Hai capito che il tempo delle donne non è mai abbastanza per conciliare vita e lavoro quindi sai bene che la città ha bisogno di più spazi per le donne, di servizi per quelle anziane (di cura e ricreativi), di più asili (nei posti di lavoro, nei cinema, nei centri commerciali)».
La lettera si conclude con una stoccata all'attuale amministrazione comunale che dalla chiusura della sede nll'ex conservatorio Tito Schipa non ha mai più garantito alla Casa delle donne una sede adeguata alle attività delel associaizoni: «Cara Pia Uto ci auguriamo di poter festeggiare la tua elezione nella splendida nuova Casa delle Donne che ci consegnerai appena ti sarai insediata a Palazzo Carafa».






 
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Sabato 20 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-05-2017 16:57