Latte non pastorizzato, allarme per la Seu: due bimbi in ospedale

Latte non pastorizzato, allarme per la Seu: due bimbi in ospedale
Due bimbi, uno è un francese in vacanza nel Salento con la famiglia, colpiti da sindrome emolitico-uremica (Seu) e il livello di attenzione della Asl di Lecce sale. Nel mirino il latte crudo, che potrebbe essere stato utilizzato nella preparazione di formaggi freschi. Cos’è il latte crudo? Un latte non pastorizzato o non trattato con un processo di sterilizzazione oppure, in alternativa, termico, in grado di garantire l’assenza di batteri.
Il bilancio dei bimbi colpiti da questa grave infezione intestinale (gli altri tredue casi si sono verificati nel barese e purtroppo una bimba di 16 mesi ha perso la vita, il terzo a Fasano) sale a cinque. La Seu ha spinto la Regione a intensificare i controlli nei territori dove si sono verificati i casi e il monitoraggio della situazione passa attraverso l’Osservatorio Epidemiologico. La Regione, con la collaborazione delle Asl in cui si sono verificati i casi (provincia di Bari e di Lecce), dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata e Arpa, ha attivato procedure di allerta e controllo.
I due sono stati portati all’ospedale Giovanni XXIII di Bari dove c’è il Centro di nefrologia inserito nel registro nazionale dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per la cura di questa temibile infezione. Il bimbo francese ha manifestato i sintomi della Seu domenica scorsa, l’altro piccolo salentino nelle scorse settimane. In questi due casi il sospetto è circoscritto ai formaggi freschi che potrebbero essere stati preparati con latte crudo (anche se non è l’unica fonte di possibile contaminazione batteriologica capace di scatenare la Seu) e sempre di latte crudo si è trattato anche nel caso della bimba del barese, che purtroppo non c’è più, ma per la piccola è stata fatale la consumazione di un gelato preparato con latte non pastorizzato.
«Ai bambini non va dato latte non pastorizzato e non devono essere fatti consumare cibi preparati con latte crudo».
 
Non ci sono esitazioni nell’affermazione del direttore del Dipartimento della Salute, Giancarlo Ruscitti, che sin dai primi tre casi di Seu, registrati lo scorso giugno, ha seguito il comitato di crisi appositamente costituito. «Abbiamo un sistema di segnalazione a livello epidemico che funziona - puntualizza Ruscitti - e abbiamo fornito a tutte le Asl il protocollo da seguire per i casi di sospetta Seu. Per evitare il ripetersi di questi casi non bisogna consumare latte e carni crudi o non trattati; è importante osservare le comuni norme di igiene come il lavarsi le mani ogni volta sia necessario e conservare in modo corretto gli alimenti».
Già nei primi tre casi il ministero della Salute è intervenuto ordinando indagini epidemiologiche e di laboratorio per identificare le cause del contagio e disporre gli eventuali provvedimenti a tutela della salute pubblica. I campioni inviati dal Giovanni XXIII sono stati esaminati dal Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per Escherichia coli, per le analisi diagnostiche. Questo il batterio che si può annidare nel latte se avviene una contaminazione al momento della mungitura e che produce una tossina colpevole di generare la Seu che nei casi più nefasti porta i bimbi alla morte o alla dialisi.
Gli esiti delle analisi sui campionamenti fatti dalla Asl di Lecce non sono ancora noti, ma sono stati effettuati prelievi nei posti dove i bambini hanno mangiato. Sono stati prelevati prodotti caseari e acqua per verificare le eventuali contaminazioni. Per il piccolo francese i campionamenti sono stati fatto solo nella struttura turistica dove soggiornava con la famiglia. Quella salentina doveva essere la tappa conclusiva di un lungo viaggio dopo che avevano soggiornato in altre 15 località in varie zone della Puglia. Qui ha manifestato i sintomi della Seu e ora, con l’intervento congiunto del Sian (Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione) e del Siav (Servizio igiene della produzione, trasformazione, conservazione, trasporto, commercializzazione, distribuzione, vendita e somministrazione degli alimenti di origine animale e loro derivati) si sta ricostruendo la mappa dei posti in cui i due bimbi hanno consumato i pasti.
La Seu è una malattia rara, ma è la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. La trasmissione del batterio può avvenire mangiando carni contaminate poco cotte, latticini non sottoposti a pastorizzazione o ad altri trattamenti termici, acque contaminate, ortaggi, frutti contaminati con deiezioni animali, per contatto diretto con i ruminanti.
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Mercoledì 23 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:22