Imma, la mamma speranza: «Ha ammazzato la mia bimba»
In mattinata la visita del vescovo

Imma, la mamma speranza: «Ha ammazzato la mia bimba»
In mattinata la visita del vescovo
«Hanno ritrovato Noemi. Morta». Imma non regge. Crolla. In Prefettura a Lecce, mentre aspettava di partecipare ad una conferenza stampa convocata dalla famiglia di Noemi e dal loro legale, Mario Blandolino. Una conferenza convocata - per ieri alle 13.30 - probabilmente per fare un appello a chi avesse avuto notizie su Noemi «la pazzareddha de casa», la chiamava mamma Imma. A chi avesse avuto qualche indizio o pista da seguire per ritrovarla. Un appello nella speranza che anche lei, Noemi, vedesse la televisione, leggesse i giornali, guardasse facebook per dirle di tornare, ché tutti «le vogliono bene e l’aspettano». Lo aveva fatto nelle scorse ore anche con Quotidiano.
Purtroppo non ha potuto mandare un ultimo messaggio alla sua figlia adolescente, alla sua bambina, nonostante l’età. In tarda mattinata la Procura avvisa la Prefettura: il fidanzato della giovane ha confessato. L’ha uccisa lui Noemi. E ha indicato il luogo in cui ha occultato il cadavere: si tratta di località San Giuseppe in agro di Castrignano del Capo a pochi passi dal mare di Santa Maria di Leuca.
Era in Prefettura mamma Imma insieme alla figlia maggiore Benedetta quando ha saputo che non c’era più nulla da fare. Da lì a poco l’arrivo, a sirene spiegate dell’ambulanza nell’atrio della Prefettura. Imma non ha retto alla notizia. «Ha avuto una reazione emotiva» si è limitato a dire il prefetto di Lecce Claudio Palomba. A riparo dai giornalisti in uno dei saloni della Prefettura, Imma si è disperata, ce l’aveva con tutto il mondo, con la famiglia del fidanzato, con il 17enne stesso. Non si dava pace, diceva che forse si sarebbe dovuti intervenire prima. «Se l’avessimo cercata prima...me l’hanno ammazzata», continuava a dire. Un crollo emotivo che in questi lunghi dieci giorni non aveva avuto.
Si era mantenuta calma, quasi lucida. Aveva partecipato a tutte le operazioni di ricerca, andando personalmente nelle campagne, nei casolari, battendo la zona intorno a Specchia con l’unico obiettivo di ritrovare Noemi, la sua bambina.
Agli amici più stretti continuava a dire: «Tornerà. Vedrete, tornerà». Non aveva perso le speranze mamma Imma, che non nascondeva la sua contrarietà alla relazione che Noemi aveva con il fidanzato 17enne di Montesardo. In cuor suo sperava che finisse, non poteva accettare di continuare a vedere lividi sulle braccia della figlia. Aveva anche presentato, in passato, una denuncia alla Procura per i minorenni con l’apertura di un’inchiesta per violenza privata contestata al fidanzato. Ma nulla. Noemi continuava a stare con lui. Pare l’amasse, raccontano le amiche in paese. Ma Imma no, da mamma sapeva che quello non poteva essere amore. Era una relazione malata dalla quale non è riuscita a difendere la figlia.
Immediato l’intervento dei medici del 118 arrivati in Prefettura. Lo staff del prefetto ha chiesto ai giornalisti di restare nel salone degli specchi, per tutelare la donna che già nella giornata di martedì a Specchia aveva avuto un piccolo cedimento fisico dovuto alla stanchezza. Imma, insegnante di scuola materna, è stata calmata e poi accompagnata a casa, nel comune salentino in ambulanza insieme con la figlia Benedetta.
Accompagnata in via Madonna del Passo è stata lasciata alle cure di alcuni parenti. La mamma di Noemi è rimasta chiusa nella sua abitazione a poche centinaia di metri dalla piazza centrale di Specchia. Non è stata condotta a Castrignano, luogo in cui hanno ritrovato il corpo di Noemi. Troppo dolore per lei. Era necessario difenderla, per quanto possibile. Imma è in casa con il suo strazio e con quella speranza ormai infranta. Aveva lottato, era convinta di poter ritrovare Noemi sana e salva. Invece così non è stato. A portargliela via, quell’amore adolescenziale troppo malato.

LA VISITA DEL VESCOVO
«Noemi era una ragazza che cercava di vivere in maniera solare, aperta alla vita e all'amore». Così Imma, la madre di Noemi Durini, ha descritto al vescovo di Ugento, don Vito Angiulli, la figlia uccisa dal fidanzatino. Il prelato ha fatto visita questa mattina ai familiari della ragazza chiusi nella loro abitazione di Specchia. «Questi avvenimenti così tragici .- ha detto dopo l'incontro - non hanno una spiegazione razionale. Sono fatti di una tragicità che supera la nostra capacità di comprensione». Il vescovo ha poi invitato a non esprimere giudizi sull'intera vicenda. «Ci sono due ragazzi coinvolti in una vicenda veramente triste, che affidiamo alla misericordia di Dio», ha aggiunto ribadendo di non voler esprimere giudizi e di non volere entrare in dinamiche che sarà la magistratura a dover appurare«.
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Giovedì 14 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:46