Estorsioni via mail: nuovo virus, è allarme

Estorsioni via mail: nuovo virus, è allarme
L’estorsione adesso arriva anche via mail e si chiama cryptolocker. L’avvertimento arriva dalla Polizia postale che lancia un vero e proprio allarme mettendo in guardia gli utenti. La truffa, negli ultimi mesi, viaggia velocemente via web, tanto da arrivare anche a Lecce dove si sono registrate, presso la polizia postale, decine di segnalazioni e di denunce. Un allarme che è cresciuto soprattutto nelle ultime settimane. Sono tanti i casi di messaggi inviati via email con allegati che parlano di presunti ordinativi o comunicazioni di aziende, banche o servizi, ma che in realtà celano un virus che entra nel computer e cripta i contenuti della memoria. In seguito, puntualmente, arriva la richiesta di soldi per decriptare. È il virus Cryptolocker, che soprattutto nelle ultime settimane è tornato ad imperversare nella rete virtuale e a mietere “vittime” in modo continuativo a causa della velocità di diffusione. E qui c’è la conferma che arriva dagli investigatori salentini e pugliesi rispetto ai cittadini che, negli ultimi tempi, lanciano l’allarme in modo sempre più preoccupante.<HS>

Il Cryptolocker appartiene ad una categoria di virus detti “ransomware” con cui chi delinque prova a chiedere un riscatto per la rimozione. Nonostante gli sforzi investigativi abbiano già consentito di individuare individui e gruppi, italiani e stranieri, impegnati nell'organizzare e realizzare questo tipo di campagne fraudolente, la diffusione del fenomeno ha indotto gli inquirenti ad aumentare le misure di prevenzione. Una volta che il virus entra nel computer, i criminali informatici chiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei documenti, il pagamento di alcune centinaia di euro in “bitcoin” (moneta virtuale), per ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. E gli investigatori confermano che, su questo fronte, richieste in tal senso sono arrivate anche nel territorio pugliese.
Ovviamente, è scattato l’allarme come pure le indagini sui casi finiti sul tavolo degli investigatori attraverso una formale denuncia. La Polizia Postale raccomanda di non cedere al ricatto e di tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, di munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ma soprattutto fare attenzione alle mail che si ricevono, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati. <HS>

La diffusione di Cryptolocker è rapidissima e arreca danni non indifferenti. Basti pensare che, fra l'altro, agli utenti vengono copiati tutti gli indirizzi email e che nessuno potrebbe esserne immune. Le segnalazioni giungono da più parti: professionisti, studi professionali, semplici cittadini e studenti che sono consapevoli si essere incappati in una vera e propria estorsione e che si vedono sparire i propri documenti personali o di lavoro. Il fenomeno che purtroppo si estende a macchia d’olio è così vasto, tanto da indurre la polizia di Stato a creare un’apposita applicazione scaricabile dal sito ufficiale, che consente di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, le sue tante opportunità, ma anche i suoi tanti rischi. È la stessa Polizia postale a consigliare il comportamento. Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker.
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Venerdì 12 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 10:30