E a casa di Noemi arrivano
anche i carabinieri del Ris
Le tracce nella sua cameretta

E a casa di Noemi arrivano
anche i carabinieri del Ris
Le tracce nella sua cameretta
Il segnale che la scomparsa di Noemi Durini meriti tutte le attenzioni del caso è arrivato ieri sera nelle sembianze delle tute bianche con la scritta “carabinieri investigazioni scientifiche”. Quelli della sezione Rilievi del Reparto operativo. Quelli che intervengono nei casi più gravi: dall’omicidio al tentato omicidio, nelle rapine violenti. O, come in questo caso, nella ricerca delle persone scomparse. Ricerche di qualche indizio, anche non visibile ad occhio nudo, che indichi una pista da seguire
Sono una costola del Ris (Reparti investigazioni scientifiche) di Roma, gli uomini che ieri sera hanno perlustrato palmo dopo palmo la casa di Specchia della ragazza di 16 anni scomparsa nella nottata di domenica senza portarsi dietro l’inseparabile smartphone.
Gli esperti della sezione Rilievi hanno cercato di ricostruire le ultime ore trascorse a casa da Noemi. Da quando, fatto inusuale, sabato sera non è uscita con gli amici ed ha preferito restare a a casa con la madre. Ha chattato a lungo con il fidanzato, e questo lo hanno già appurato i carabinieri della stazione di Specchia e della Compagnia di Tricase nel corso delle indagini condotte dal capitano Alessandro Riglietti. Lo dimostrano le chat trovate nel telefono della ragazza, lo ha confermato lo stesso fidanzato. Ma non è riuscito a dare una spiegazione della scomparsa improvvisa di Noemi.
Hanno discusso anche di questo nella chat notturna? Lo scambio di opinioni potrebbe avere fatto infuriare la ragazza fino a farle perdere la testa e decidere di starsene un po’ per conto suo lontano da tutti? No, nulla di tutto questo c’è nella chat e nemmeno nelle parole riferite dal ragazzo ai carabinieri.
La scomparsa resta, dunque, ancora nel mistero. Ad una settimana dalla scomparsa. Il tempo trascorso, l’assenza di qualsiasi traccia o comunicazione, sta facendo crescere la preoccupazione sulle sorti di Noemi. Perché se è vero che abbia un carattere forte, che stia attraversando quel periodo dell’adolescenza in cui i ragazzi cercano e pretendono autonomia in qualsiasi manifestazione della loro vita. Ma è vero anche che resta senza risposta la domanda su come Noemi abbia fatto a provvedere a se stessa in questi sette giorni: dove ha dormito? Come si è procurata da mangiare? Come ha fatto a restare tanti giorni nell’ignoto?
Le risposte potrebbe arrivare ora dai carabinieri del Ris: in casa, nella stanza di Noemi in particolare, si cercano le tracce della scomparsa. Che sia stata una decisione presa da sola, indotta o forzata da qualcuno.
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Lunedì 11 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:29